Enzo Jannacci - The best (2006)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Enzo Jannacci The bestLabel: Ala bianca

Issued: 2006

 

 

 

 

 

Seconda jannacciade, fase due: ecco The best, il doppio antologico. Quello in italiano. Acromegaliaco (la durata complessiva è di pochi secondi superiore a Use your illusion I + II) e ipertrofico. Trentacinque canzoni: una quindicina di reincisioni del repertorio classico non-Alabianca non-milanese, una (troppo) consistente selezione della recente produzione Alabianca (dodici canzoni da tre dischi uno dei quali, Milano 3.6.2005, già pullulante reincisioni, ma in milanese), un paio di originali (Fotoricordo... il mare e la straziante Quello che canta onliù) e tre zavorrosi inediti. L'ennesima autolesionistica riflessione sulla vita che scorre ("bella fontana che è la vita / … / brutta puttana che è la vita", Rien ne va plus), l'ennesimo svitalesionistico ululato cantautoriale alla luna lassù (Mamma che luna che c'era stasera), l'ennesimo stancolesionistico happy-nonsense ("festa per chi ha tanti capelli / festa per chi ruba gli ombrelli", Il ladro di ombrelli) in salsa orchestral-soul-pop. In quota ospitata, il nostal-jazz del rutilante duetto con P. Conte in Bartali. Nelle reincisioni, la voce calda ma affaticata di Enzo J. non perde spessore mentre il pop-jazz conservativo degli arrangiamenti di Paolo J. tende a limare gli spigoli cabarettistici e le indulgenze iper-pop anni80 conferendo una efficace, ma fasulla, patina greites-tìz, comunque non priva di certi guizzi autoriali. Su tutti, sentite l'insistente telegrafo/fisarmonica in Giovanni telegrafista.

 

Sì però avrei fretta: Il ladro di ombrelli / Bartali / Giovanni telegrafista