Anna Calvi - Anna Calvi (2011)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Anna CalviLabel: Domino

Issued: 2011

 

 

 

 

 

 

Urticanti desideri (Desire), tentazioni diaboliche (The devil), il conforto dell'oscurità (Blackout), il contatto come consolazione (I'll be your man) oppure ossessione (Suzanne and I). Emotivi flussi di coscienza (Leonard Cohen, Patti Smith) imprescindibili dalle sonorità catartiche in cui sono disciolti: le dissonanze abbaglianti di Morning light, la wave song (Blackout) reminescente dello Springsteen ballerino nel buio e di certi U2 ancora appollaiati sull'alberello di Joshua, oppure quella specie di western metafisico reperibile nel Neil Gnyaoung di Dead man, negli scenari di Paris, Texas, o nel Nick Cave post-Gringerman (I'll be your man, Love won't be leaving, lo strumentale Riders to the sea in apertura). Performance vocale misurata eppure evocativa, devota (i riferimenti saltano all'occhio da subito: PJ Harvey, Desire; Patti Smith, Blackout; Siouxsie, Suzanne and I) eppure distintiva, forse eccessivamente gorgheggiante. Ascoltate il disco mentre vi leggete questa recensione o, molto meglio, quella straordinaria in rete scritta da un certo Francesco Giordani. Dico sul serio.

 

Sì però avrei fretta: Love won't be leaving / Suzanne and I