Pearl jam - Twenty [video] (2011)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Pearl jam TwentyLabel: Monkeywrench inc.

Issued: 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il frettoloso copia-e-incolla da The love bone earth affair in apertura, sorta di tributo iniziale ai Mother love bone (ma perché non si parla dei Green river?) mette in chiaro il registro logico e narrativo che accompagnerà l'intera proiezione. Giusto due scemenze di Cornell sui Temple of the dog e poi due ore di carrellose esibizioni dal vivo (spesso tratte dai precedenti DVD) in ordine prevalentemente cronologico e commentate da una lunga, insipida, intervista a Gossard e Ament. Il finale accendini/braccialzate/pubblico-in-visibilio vi ricorderà i peggiori video di Vasco. La divertente “breve storia del batterista” raccontata da McCready verso metà è esemplificativa della superficialità MTV-aneddotica con cui si affrontano i temi: Eddie Geco fa lo spericolato arrampicandosi sulle impalcature, wow, Pocket Simon Cameron deve imparare 60 canzoni in dieci giorni, doppio wow. Tutto davvero carino. Nessun accenno ai rapporti interni alla band: la dittatura illuminata Vedderiana degli esordi, il riequilibrio dell'equazione dalla seconda metà90, i problemi di ispirazione fine90, i progetti solisti. Dov'è tutto questo? Non una parola su interessi, gusti musicali, scelte di vita personali e professionali. L'evoluzione del songwriting di Vedder? Il percorso musicale di quel fenomeno che prende il nome McCready? I rapporto privilegiato con i fans? Cos'è il Ten club? La serenità interpersonale istituzionalizzata con l'arrivo di Matt Cameron? In che cosa consiste il "tutto diverso" del dopo-Roskilde? E sulla faccenda Ticketmaster tutto qui? No, dico. Tutto qui?

 

Sì però avrei fretta: Breve storia del batterista