Il Muro del canto - Fiore de niente (2016)

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Scritto da: Alberto Calorosi

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Il Muro Del Canto Fiore De NienteLabel: Goodfellas

Issued: 2016

 

 

 

 

 

 

Un lirismo de core (l'anticlericalismo nostalgico, zompafossi e tracannato a garganella della straordinaria Ginocchi rossi), un sarcasmo amaro e sconfitto (Fiore de niente, L'anima de li mejo), amori randagi (Quando scende la notte) o intermittenti (La neve su Roma), una epica squisitamente urbana (Ciao core et al.) e un pizzico di retorica (Madonna delle lame), a volte un filino eccessivo (Figli come noi è colpevolmente  generica in rapporto il tema che affronta). Stornelli (Fiore de niente), tarantelloni (il ritornello di Ciao core si annida parassitosamente nelle trombe di Eustachio e, rassegnatevi, non esiste terapia), un po' di l'irish-folk alla Modena-C-R (Figli come noi), Rawhide-style (il finale de L'anima de li mejo, Come te, Venerdì et al.), certo melodismo annicinquanta tipo Modugno (La neve su Roma) e due straordinari monologhi, recitati dal batterista Alessandro Pieravanti. Songwriting nitido (con l'unica eccezione del verso "So' come animali / ma senza umanità", Se i lupi verranno a bottega) mirabilmente rintuzzato dalla calda timbrica del cantante e paroliere Daniele Coccia. In conclusione: l'iperfolk dei Romacapitale city ramblers amalgama sensazioni agrodolci nelle orecchie dell'ascoltatore con la medesima disinvoltura con cui miscela i generi musicali l'uno nell'altro. Conviene tenerli d'occhio.

 

Sì però avrei fretta: Ginocchi rossi / Ciao core / Se i lupi verrannoa bottega / Vivere alla grande