David Bowie - No plan (2017)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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David Bowie No planLabel: Columbia

Issued: 2017

 

 

 

 

 

 

Immaginarsi l'aldilà. Individuare un luogo specifico, nello spazio e nel tempo. Collocarvi minuziosamente i pensieri e le sensazioni. Il turbinio dei pensieri ("I'm so high, it makes my brain whirl"), il dettaglio delle cicatrici invisibili. Lazarus. Oppure, oppostamente, un non luogo metafisico ("This is no place, but here I am") dove l'esistenza è sospesa e si attua l'essere del non essere ("Here, am I nowhere now?"). No plan. La ribellione vana, la rabbia, la frustazione di non avere più tempo a disposizione ("I've got a handful of songs to sing / To sting your soul / To fuck you over / This furious reign"). Killing a little time. Rifugiarsi nella memoria. La dissoluzione può trovare sconfitta soltanto nell'amore. ("The edge had become the centre of my world / The seams of my life"). When I met you. Alle complesse architetture pop-jazz di Lazarus (già su Blackstar) si contrappongono un paio di malinconiche ballad (No plan, When I met you) apparentemente fuoriuscite rispettivamente da Hours... e Absolute beginners e l'electro-punk furente di Killing a little time. Quattro canzoni (e una copertina) a comporre quel fazzolettoso commiato artistico posticcio che Bowie non avrebbe mai voluto per sé. L'ep, uscito in tiratura limitata nel giorno di quello che sarebe stato il settantesimo compleanno di D-B, oltrepassa, negli intenti, quel limite nebuloso a cui è tanto facile dare un nome quanto difficile dare una forma.

 

Sì però avrei fretta: Killing a little time