Enzo Jannacci - La Milano di Enzo Jannacci (1964)

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Scritto da: Alberto Calorosi

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Enzo Jannacci La Milano di Enzo JannacciLabel: Jolly hi-fi records

Issued: 1964

 

 

 

 

 

 

Tastierista nei milanesi Rocky mountains di Tony Dallara prima, nei Rock boys di Celentano poi, infine ne I Ribelli. E poi i Due corsari (lui e Giorgio Gaber). E poi autore, sempre per Gaber (Benzina e cerini: Sanremo 1961), infine il teatro e il cabaret. Sempre a Milano. Al momento dell'esordio solista, alla soglia dei trent'anni, E-J è già un veterano. Ecco quindi che in questo La Milano di Enzo Jannacci sono già contenute, impagabilmente fresche, più o meno tutte le tematiche sviluppate nei dischi futuri. Il punto di vista dei perdenti, sovente amarissimo: la triste fine del barbone entusiasta per il passaggio scroccato al signore sull'auto rossa nuova fiammante (El purtava i scarp de tennis), il licenziamento di Gigi Lamera, pendolare in treno per amore (Prendeva il treno), il villano cacciato dalla balera per aver rivolto la parola alla ragazza bene (Per un basin), il poveraccio turlupinato che si reca a Rogoredo, senza capire se in cerca dell'amore fuggito o delle sue diecimila lire (Andava a Rogoredo). Delusioni d'amore (Ti te se' no, la non-serenata La luna è una lampadina), la guerra (Senza de ti), la malavita (M'hann ciamàa, la bellissima Ma mi, ma anche il magnaccia strafottente di T'ho compraa i cazett de seda “Te ghe la miè de mantegni / te lavoret tutti el di’ / ah, saria mi el pistola? El pistola te se ti”). Voce miagolante, stridula. Fastidiosa. Arrangiamenti sguaiati, troppo imparentati col cabaret contemporaneo (provvidenziali le reincisioni di Milano, 3.6.2005, quarant'anni più tardi). E poi tanta, troppa Milano. Eppure, un album semplicemente imprescindibile per chiunque prenda in considerazione di scrivere canzoni. Lo stesso da cui germineranno, nei cinquant'anni a venire, tutti i luoghi comuni sull'autore blaterati ai quattro venti da parte di chi, l'autore, non si è neanche mai sforzato di capirlo. Sottoscritto compreso.

 

Sì però avrei fretta: T'ho compraa i calzett de seda / Ma mi / El purtava i scarp de tennis