Assalti frontali - Profondo rosso (2011)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Assalti frontali Profondo rossoLabel: Daje forte daje records

Issued: 2011

 

 

 

 

 

 

Nelle prime canzoni del disco, il consueto funky-tunz è sparato fuori un filino più pompato del consueto. Forse proprio per via delle parole, che stavolta irradiano meno fluide del solito. La crisi economica: ministri, banchieri, (Tre)Monti, pagare i propri conti. Il Profondo rosso è il colore del saldo sul conto in banca di Militant-A. Eppure la sua anima è gonfia più che mai. Scorato (Spugne), poi rincuorato (Cattivi maestri), poi di nuovo scorato da una generazione di quarantenni che “ascoltavano De André / adesso vanno in ghingheri / cantavano Bob Dyan / adesso vanno a caccia di zingari”, Avere vent'anni. Assorbe e interiorizza con crescente disgusto una crescente disuguaglianza sociale. Lo fa galleggiando come una spugna, cioè sempre meno, determinato a fare di tutto per non affondare (Spugne). A un certo punto, poi, si rallenta, prima tra le balneari volute di marijuana bruciata di Mamy, poi sorridendo ai bambini rom che vanno a scuola dentro a carriola (Sono cool questi rom) e infine retorizzando blandamente sul fenomeno dell'immigrazione (Lampedusa lo sa). Curiosamente si parla di Roma molto meno del consueto. E più genericamente (Roma meticcia).

 

Sì però avrei fretta: Avere vent'anni / Storia dell'orso bruno