Blackfield - Blackfield IV (2013)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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blackfieldIVLabel: Kscope

Issued: 2013

 

 

 

 

 

 

Si porta malauguratamente a compimento il processo di de-Stefanerd-izzazione (di questo B-IV S-W non firma nessuna canzone, né la produzione) e, parallelamente, si schiudono ancora un po' gli orizzonti musicali di questo Blackfield IV. Sentite per esempio, con alternate fortune, le blande dissonanze liofilizzate che chiudono la più che discreta Pills, oppure gli inopportuni campanelli natalizi di X-ray o, nelle melodie, una maggiore attenzione early-psych-beatlesiana (Kissed by the devil, Firefly). Oppure ascoltate la giuliva crapuloneria pseudo-celtica della terribile ma divertente Sense of insanity, con uno svogliato S-W alla seconda voce, contemporaneamente riflettendo sul fatto che utilizzare Steven Wilson come seconda voce è un po' come usare Pelé come raccatapalle, oppure Glen Hughes come bassista. L'elemento di maggiore freschezza e novità sarebbe rappresentato dalle importanti ospitate (in X-ray Vincent Cavanaugh, Anathema, vi ricorderà un Paul Carrack disidratato in the sky with diamonds; in The only fool is me – ma, accidenti, perché non in Kissed by the devil – Jonathan Donahue, Mercury rev, vi sembrerà l'ex-giardiniere di John Lennon eccezionalmente di buonumore in una rara giornata di sole londinese; in Firefly Brett Anderson, Suede, vi farà venire alla mente un attempato Gene Pitney che canta Something's gotten hold of my nose alla prese con una insidiosa caccola recalcitrante) se soltanto fossero state integrate un po' più convintamente nella scialba (e cortissima) scaletta di questo quarto decadente album.

 

Sì però avrei fretta: Firefly / Pills