Arbouretum - Song of the rose (2017)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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arbouretum song of the roseLabel: Thrill jockey

Issued: 2017

 

 

 

 

 

 

Il senso sarebbe stato di lasciarsi alle spalle il fuzzyforme, icosaedrico, eccellente Coming out of the fog di quattro anni addietro allo scopo di approfondire certo psych-folk americano (Grateful dead, Steelye span). Vi accorgerete presto che il nuovo album di Gnolino Heumann non ha nulla dello psicotrip lisergico interiore (interiore, sì ma pur sempre una sorta viaggio). Al contrario, confortevolmente seduto piedi per aria sul divano del tempo, esprime una staticità che vi risulterà irritante: lasciatevi per esempio nauseare dall'unica cantilena prima-si-sale-poi-si-scende ripetuta per tutti i sei e passa minuti di Song for the rose ben consapevoli che il resto del lato A e pure un po' del lato B riserveranno ai vostri padiglioni annoiati il medesimo trattamento. Si muove qualcosa sul retro: la pacifica Dirt trails approccia certo grateful-folk analogamente alla conclusiva Woke up the move, forse la nenia meglio riuscita del disco. Il breve strumentale Mind awake, body asleep vi mostrerà non senza una punta di crudeltà come avrebbe suonato questo disco se solo fosse stato missato invece che intinto nella melassa.

 

Sì però avrei fretta: Woke up on the move / Mind awake, body asleep