Electric beans - De retour en noir (2016)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Electric beans De retour en noirLabel: autoproduzione

Issued: 2016

 

 

 

 

 

 

La gradevolissima, fanculosa copertina Hellacotterizzata (avete in mente Supershitty to the Max? No? Molto male), ancorché un cicinino troppo nitida, tipo effetto aerografo, suggerisce comunque atmosfere garage-punk, pareti annerite, odore di lubrificanti, diluente, piscio e muffa. Eppure la direzione intrapresa dall'album appare opposta, perlomeno concettualmente: un neoclassicismo rock che-più-neoclassicismo-di-così accompagnato da testi sagaci e decisamente ficcanti, al limite del comedy (Jeudi è la indovinata riscrittura di Jodie, secondo singolo de Les Innocents, storica pop-wave band fransé annisecondi80. Mai sentiti? Nemmeno io). Altrimenti, street-punk americano dalle parti di Social distortion (De retour en noir) o Ramones (J'ai perdu mon télephone) o blandamente punk-blues (Berceuse éléctrique). I mid-tempo (Moeurs cathodiques, ma soprattutto Jack) invece vi potrebbero ricordare un Meat loaf rimbambito di croissant che frontmaneggia dei Guns n' roses strafatti di pastis. Ascoltate questo terzo album dei Fagioli elettrici mentre sistemate lo scaffale dei CD domandandovi come tradurreste in inglese il titolo dell'album, oppure mentre sistemate i vostri romanzi di Philip K. Dick in ordine cronologico domandandovi se per caso Do electric beans release magnetic farts?

 

Sì però avrei fretta: Jack / Sur le quai / Moeurs cathodiques