Stars at night - Stars at night (2016)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Stars At NightLabel: Go down records

Issued: 2016

 

 

 

 

 

 

Già osservando la copertina del disco (un tributo, o più precisamente uno spudorato morphing tra Hysteria, Def leppard classe 1987, e Dynasty, Kiss classe 1979) è facile capire dove diavolo siete capitati. Ora non vi resta che capire il perché. Efficaci chitarrismi Iommi-stoner (efficaci, sì. Get up per esempio ha il groove distante ed elettromagnetico di Wheels of confusion) uniti a un'attitudine glam-rissaiola (Control) a tratti quasi virante verso certo post-punk (When I feel free per esempio ha più di qualcosina dei Bauhaus) o disco-glam (in Searching e When I feel free potreste individuare meno di qualcosona dei Kiss più danzerecci). Il giro di accordi che introduce Shake me ripercorre improvvidamente nientemeno che il celeberrimo incipit della quinta di Beethoven. La voce carismatica e impertinente di Irene Quiles si colloca grosso modo, dici poco, dalle parti Ann Wilson (sentite Spellbinding love, l'episodio più diabolicamente pop dell'album) ma una produzione impastata (non ruvida, garage o lo-fi. No. Impastata, semplicemente impastata) rischia di dilapidare il buon potenziale delle quattro fanciulle losangeline.

 

Sì però avrei fretta: Spellbinding love / Get up