Franco Battiato - L'arca di Noè (1982)

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Scritto da: Alberto Calorosi

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Franco Battiato L arca di NoèLabel: EMI

Issued: 1982

 

 

 

 

 

 

L'esordio marziale e allora controverso (siamo nei primissimi ottanta post-ideologici) di Radio Varsavia finalizzato a intimidire l'ascoltatore malcapitato (forse sospinto dall'entusiasmo domenicale discoringhiante al suon di Centro di gravità) si incastona invece perfettamente nel filone impressionistico politk-battiatese, al quale fa da contrappeso l'impressionismo Lonely-planet-edition di Voglio vederti danzare. Altrove il linguaggio politico si fa più aspro e maggiormente distante, in Clamori, oppure bollente e Ballardiano, ne L'esodo (decidete voi se Jamesballardiano o Russballardiano), a scapito del contrappeso (cultural)-pop tanto sbeffeggiato nei dischi precedenti (con la mirabile eccezione de La torre) ma recuperando un umorismo tagliente raro nel prosieguo della carriera e inesistente in retrospettiva (nella summenzionata La torre, ma ancor più nell'inopinato anticlericalismo di Scalo a Grado). Canzoni come L'esodo e La torre aggiornano il concetto prettamente battiatesco rispettivamente di power metal e groove funk, che suonano, con una certa dose di fantasia, come qualcosa di intermedio tra Strade dell'est e Another one bites the dust. Sobbalzerete sulla poltrona nell'apprendere che l'autore di questo articolo ritiene che L'esodo contenda a Strani giorni il titolo di miglior canzone di sempre di F-B.

 

Sì però avrei fretta: L'esodo / Voglio vederti danzare / La torre