Franco Battiato - Echoes of sufi dances (1985)

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Scritto da: Alberto Calorosi

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Franco Battiato Echoes of sufi dancesLabel: EMI

Issued: 1985

 

 

 

 

 

 

Pubblicazione anglofona almost contemporanea a Mondi lontanissimi, dove uno spericolato Francis Buttyate ostenta il suo perfect english con a bit of  accento catanish invidiabilmente posh. Le sei canzoni su nove provenienti da M-L hanno la stessa bloody musica e una traduzione fucking letterale del testo (con una sola, ingombrante eccezione, individuabile nella tremenda strofa di Temporary road, baldanzosamente dissertante di Africa e Sicilia in un modo che vi lascio il piacere di discover by yourself), ciò che invero tende a svilire la già scarsa musicalità dei testi. I want to see you as a dancer ha lo stesso arrangiamento tunzettoso che comparirà su Nomadas, later on e qualche parallelo più a sud. L'arrangiamento di Up patriots to arms Mondi-lontanissimi-oriented è introdotto da una voce telefonica femminile così banalmente autoreferenziale che a confronto la summenzionata strofa di Temporary road è un aforisma di Musil, e la voce telefonica femminile che introduce One of my turns dei Pink floyd è una poesia di Neal Cassidy. Un poquito più interessante l'edizione spagnola: una scaletta differente, una versione calypso-pop di Sentimiento nuevo, la medesima Up patriots dell'edizione inglese depauperata della telefonata (=arricchita della sua rimozione), e le reincisioni piuttosto fedeli di Cuccurucucù e Centro de gravedad. Después de todo, due pubblicazioni only for hardcore esterofili.

 

Sì però avrei fertta: Up patriots to arms