Franco Battiato - Mondi lontanissimi (1985)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

Questo utente ha pubblicato 1256 articoli.

Franco Battiato Mondi lontanissimiLabel: EMI

Issued: 1985

 

 

 

 

 

 

Traiettorie. Le rotte tracciate nello spazio siderale dagli entusiasti ma spaventati cosmonauti di Via lattea (una specie di The final countdown vs. Gli uccelli) o da lisergiche esplorazioni mistiche all'inseguimento delle scie delle comete (No time no space). Ma anche le traiettorie terrene, quelle tracciate dalle "biciclette verso casa" (Il re del mondo) o dai "treni lenti per Tozeur" (I treni di Tozeur), o ancora le traiettorie interrotte di Temporary road. Ma la distanza nei confronti dei mondi lontanissimi (trattisi di Sirio, della Tunisia o della propria compagna) assurge a pretesto narrativo per una ulteriore amara riflessione sulla contemporaneità e sulle sue ridicole nevrosi new/centesche: l'alienazione interpersonale sottintesa in Chan-son egocentrique ("Do you smile for arabian style?"), l'ordinaria follia della massificazione nella metafora del traffico cittadino di Temporary road ("Suona una campana din don dan"), il sesso meccanico e cibernetico (a otto bit - siamo nel 1985) insinuato in Personal computer (d'altronde "il tuo telefono è sempre occupato"). Nei suoni si compie mirabilmente la transizione dal wave-pop devo-fonico dell'era Padrone/Noé (Temporary road) verso quello straordinario neo-melodismo di matrice classicista che troverà compimento nel successivo Fisiognomica (la nuova Il re del mondo, I treni di Tozeur, il finale di Via lattea) attraverso le blandizie pop esplorate in Orizzonti (Risveglio di primavera, Chan-son egocentrique).

 

Sì però avrei fretta: No time no space / Chan-son egocentrique