Sergei Djokanov - The green desert (1985)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Sergei Djokanov The green desertLabel: Balkanton

Issued: 1985

 

 

 

 

 

 

Nei primi quattro indistinguibili quinti della suite, a seguito di un inizio ampiamente synth/erlocutorio che non può non riportare alla mente il Jarre più autenticamente ambient (se non vi state sbellicando per via dell'abbinamento tra J-M-J e l'avverbio autenticamente potete ripensare alla prima parte di Oxygene 5 o, se ve la ricordate meglio, Oxygene 1) con qualche ipotermica variazione klaus-schultz/iana, si progredisce poi con un lentissimo crescendo nella direzione di certi trionfalismi ottantiami alla Vangelis. Squisitamente Eloyano il quinto movimento, P.S., in apparente contrasto con il resto del lavoro. Il primo e unico album (noto) del Klaus Schulze bulgaro non è certo un capolavoro, peraltro fuori tempo massimo (il disco è dell'ottantacinque), a differenza di ciò che sostengono in rete certi indomiti sandalisti del rock, ma risulta un fulgido esempio di (non-proprio-anzi-quasi-per-niente) krautrock balcanico anniottanta che meriterebbe qualcosa di più di un fugace ascolto su Youtube (precisamente sul canale Funked up east). Che cosa meriterebbe? Una ristampa, per esempio.

 

Sì però avrei fretta: P.S.