Equorea - Di noi stessi e di altri mondi (2018)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

Questo utente ha pubblicato 1256 articoli.

Equorea Di noi stessi e di altri mondiLabel: Autoproduzione

Issued: 2018

 

 

 

 

 

 

Un senso di appartenenza demiurgico sadicamente indaffarato a sottomette il creatore (letterario?) al proprio creato (Nuvole), la fiera solitudine esistenziale del militante (Ode) tabagista (eddai, scherzo), la casuale (mancata) intersezione di destini (Venere in treno, introdotta da una evidente quasi-citazione di By this river di Brian Eno), la connotazione amorosa di un afflato poetico ché di fatto "la poesia è di chi gli serve" (così recita, se ricordate, un memorabile Massimo Troisi in un altrettanto memorabile dialogo con Neruda/Noiret nel film Il postino). Tutto confluisce e contemporaneamente emana dal tumultuoso tormento creativo dell'autore (Cieli grigi). Immaginate tappeti fulgidamente post-rock sulla cui superficie elettrolanuginosa volteggiano soffici versi (a volte eccessivamente) intrisi di decadente lirismo simili a voluttuosi babà poetici. Nelle trame sonore, un'elettronica preminente eppure intrepidamente intenta ad arrotondare le istanze rumoristiche caratteristici per esempio dei precursori del genere in questione, vale a dire i primi Massimo volume. A tratti incerta la dizione del vocalist Marco Guerini e nei contenuti eccessivamente invadenti gli interventi del narratore (Neruda e Venere in treno) al limite della (ahimè scontata) autoreferenzialità (Cieli grigi).

 

Sì però avrei fretta: Nuvole