Qui - Snuh (2018)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Qui SnuhIssued: 2018

Label: Three one G

 

 

 

 

 

 

Smarrito nel frondoso florilegio di collaborazioni, ospitate, split, extended-plei, ritagli assortiti di Bandcamp e ammucchiate annuali delle Giovani Marmotte, il nuovo album dei Qui per una volta senza Quo e Qua, il primo da quattro anni a questa parte, appare determinato nell'esaltazione formale dei contrasti ritmici, melodici e armonici (fin troppo evidentemente) caratteristici della band. Il tipico contrasto grattugia vs. coretti diventa un esagerato contrasto grattugia vs. coretti (Pomp and circumstance), la classica contrapposizione fuzzy vs. pianoforte diventa un'ipertrofica contrapposizione fuzzy vs. pianoforte (Punpy circumstance), la iconica assimilazione early-zappiana assurge a cibernetica assimilazione early-zappiana (You can call me shiny vs. Let's make the water turn balck, se ve la ricordate) che a confronto i Borg sono una civiltà di hippie intergalattici transgender. Quando i toni si attenuano (ri)emerge quell'attitudine liquid-funk esplorata assieme a Trevor Dunn pochi mesi addietro (Escape from now, ma soprattutto Icky mouth, dove T-D suona il basso). A volte capita che il parossismo sia emotivamente prossimo alla noia. Accade quando la bizzarria-a-tutti-i-costi diventa clichet e poi maniera. Ciò che accade praticamente sempre, in questo disco.

 

Sì però avrei fretta: You can call me shiny / Trust force