Calexico - Edge of the sun (2015)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Calexico Edge of the sunLabel: City slang

Issued: 2015

 

 

 

 

 

 

Il sole gelido della copertina rappresenta i complessi chiaroscuri musicali di questo crepuscolare capolavoro. Le tre zone dell'immagine sono le tre linee musicali dominanti del disco: la linea crosby-stills-&-sbronza venata di mescal e trombette messicane, a scelta tastierando con un moog anni settanta (Falling from the sky), o gigionando in levare (Beneath the city of dreams). La seconda linea: quella dylaniana intesa come Dylan-buttato-fuori-dal-furgone-degli-America-nel-pieno-del-deserto-e-morso-da-uno-scorpione (When the angels played). La terza: quella etnica-con-souvlaki-e-paella (la cumbia dondolante di Cumbia de donde, il tango aramaico di Roll tango con ineffabile ospitata di Eric Burdon, il suadente jazz andino di Volviendo con nientepopodimeno che gli Inti illimani). Per tacere, per esempio, della scoppiettante Rosco y Pancetta o del divertissement anti-morriconiano Coyocacan (il quartiere di Mexico city dove l'album è stato registrato). Ascoltate questo album mentre prenotate su internet un volo di sola andata per il Quintana Roo. E, come si dice, vaffanculo impianto.

 

Sì però avrei fretta: Bullets & rocks / Cumbia de donde / Coyoacan