Damon Albarn - Everyday robots (2014)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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damon albarn everyday robotsLabel: Parlophone

Issued: 2014

 

 

 

 

 

 

Seduto su quello sgabello a contare gli stronzetti di formica sul pavimento, Damon Albarn è ostentatamente programmatico a partire dalla copertina. Programmatico nei testi inzuppati di intimismo al servizio degli archetipi del genere (il sé come autore, la memoria, l'alienazione, lo strafarsi, accidenti scusate, l'essersi strafatto), programmatico nei suoni riccamente scarni e floridi di campionamenti e testurizzazioni quasi inudibili (l'elettronica-folk dei Blur, il fruscio di vinile consolatorio di Bristol, un pizzico di tamburi world music), programmatico nell'intento di accedere finalmente dopo giorni interi passati a scampanellare, accedere al Club dei Cantautori e starsene lì, a contare gli stronzetti di formica, mogio quanto un Paul Simon in smaltimento post-sbronza, rallentato più di un Thom Yorke sotto tachipirina. Ma era davvero ciò che desideravi, Damon? Sì?

 

Sì però avrei fretta: Heavy seas of love