The Decemberists - What a terrible world, what a beautiful world (2015)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

Questo utente ha pubblicato 1301 articoli.

The Decemberists What a terrible world what a beautiful worldLabel: Capitol records

Issued: 2015

 

 

 

 

 

 

E' tassativo non offuscare l'elemento di maggior fascinazione, vale a dire il nitore del songwriting di Meloy. Occorrono arrangiamenti accuratissimi ma trasparenti (Spectoriani, li definisce giustamente qualcuno). Si spazia quindi dal pop-piano-da-radio (l'insipegabile singolo Make you better) a certe caciare indie-90 alla Rem (The wrong year), al doo-wop pruriginoso mid-60 (Philomena) al "gospel bianco da convention democratica" (la definizione è sempre di quel qualcuno) della cripto-biografica The singer addresses his audience (da confrontare con Anathema degli Anathema), alle dolenti e austere Till the water is all long gone e Carolina Low collocabili tra i Dire straits di Private investigation e il Roger Waters di Each small candle. Buona parte dell'ultima facciata del vinile (la terza) sembra una sorta di doveroso tributo al folk di Dylan e Young, cui Meloy deve sicuramente molto più di una cena costosa.

 

Sì però avrei fretta: Till the water is all long gone / The singer addresses his audience / A beginning song