Arbouretum - Long live the well-doer (2006)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Arbouretum Long live the well doerLabel: Box tree records

Issued: 2006

 

 

 

 

 

 

Il debutto discografico del chitarrista ritmico preferito da Will Oldham unisce sudaticci elementi post-folk acustici (una Don't let it show lo-fidelizzata collocabile tra un Tim Buckley appena prima di andare a letto e dei Mazzy star in pigiama appena suonata la sveglia; una limpida Song's seed in my garden), bizzarrie okkervilane (Easy bird gets the worm) e sabbiosissime dilatazioni elettriche alla Giant sand oppure Crazy horse (rispettivamente Jonas got a tooth e People flock not to the good - uno dei momenti migliori del disco). Compositivamente poco nitide le riverberanti stravaganze strumentali (Sands and sands, I am a sonnambulist, Wisteria). La cavalcata stanca All that will be will become, all that has come isn't gone esprime certe traiettorie rear-view-psych egregiamente sviluppate negli album successivi. Ascoltate questo disco mentre cercate di capire come diavolo si annaffia un tumbleweed.

 

Sì però avrei fretta: People flock not to be good