Antonio Jasevoli e Mauro Smith - The Wolf Session

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Scritto da: Athos_Enrile

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Antonio Jasevoli e Mauro Smith The Wolf SessionVideoradio Edizioni Musicali, 2017

 

 

Antonio Jasevoli e Mauro Smith rilasciano un disco strumentale di quasi settanta minuti, suddivisi su cinque tracce. Per saperne di più su Jasevoli e Smith rimando alla succinta bio di fine post.
Il titolo “The Wolf Session” riporta alla genesi del progetto, forse casuale, nato nel corso di una vacanza in montagna, in un contesto particolarmente stimolante per chi ama la massima libertà espressiva, lasciandosi contaminare dall’ambiente, dalle atmosfere cangianti, dai suoni periferici e del tutto naturali, dagli umori positivi, dai colori che sottolineano una particolare stagione, senza bisogno di parole.
Le parole non servono nel linguaggio di questo duo ben assortito, perché è sufficiente una strumentazione basica, “da viaggio”, per rilasciare tutto ciò che spesso si annida nei meandri della coscienza, pronto a manifestarsi quando si materializzano attimi di magia inaspettata.
Tra chitarra e percussioni “virtuali” inizia e prosegue un viaggio che ha molto a che vedere con la libertà del jazz e della musica progressiva - senza i tipici paletti che racchiudono la musica in un casellario dei generi -, con il continuo attingere alla cultura di base dei due musicisti, quella che fonde il rock al jazz, ripescando le esperienze etniche e cesellando il tutto con l’elettronica.
Facile trovare nel sentiero di ogni traccia momenti hard alternati a pura poesia, con l’utilizzo di tempi composti impossibili da decodificare per orecchio non allenato, con un prodotto di sintesi che, mi pare, conduca innanzitutto alla soddisfazione personale.
Non è un disco facile The Wolf Session,e per trovare la piena sintonia occorre fare uno sforzo di immedesimazione, oppure riuscire a farsi afferrare dalla pura bellezza dei suoni.
Un album che potremmo definire sperimentale, d’avanguardia, coraggioso e di ricerca, dal profumo zappiano, ma soprattutto un lavoro spontaneo, provocato dall’incontro dell’uomo con il mondo circostante, e se quest’uomo è casualmente un artista di valore - o meglio due - ecco nascere un disco come The Wolf Session.
Caldamente consigliato!
 
 
 
L'intervista ad Antonio Jasevoli
 
Partiamo dal connubio artistico: come si incontrano - e come nasce l’empatia musicale - Antonio Jasevoli e Mauro Smith?
 
Ci conosciamo da molti anni, ma non avevamo mai suonato insieme fino ad un paio di anni fa... poi, rincontrandoci dopo molto tempo, abbiamo iniziato a realizzare sessioni di improvvisazione per nostro diletto, e visto che funzionava siamo andati avanti sino alla realizzazione di questo CD.
 
Possibile sintetizzare la tua storia musicale… le tue esperienze più significative?
 
Tante, dalla musica classica al jazz, rock blues, elettronica, musica etnica... tutto confluisce nel mio linguaggio rendendolo appunto “mio”.
 
La vostra musica è impossibile da inserire nell’ortodossia delle etichette musicali conosciute: l’estrema libertà espressiva è parte di voi o si può dire che sia stata stimolata e favorita dal momento contingente… il luogo, l’atmosfera, la mente libera?
 
Direi tutte queste componenti. Sicuramente parte da un atteggiamento personale di libertà espressiva incondizionata, ma le influenze circostanti sono inevitabili, e in questo casi ci hanno arricchito fornendoci ulteriori suggestioni.
 
Nei cinque brani proposti la sperimentazione si spinge verso punti estremi, stessa direzione ma verso opposto: vi chiedo… come è avvenuto il passaggio dall’intimità realizzativa alla condivisione col mondo?
 
Come sempre, con la massima naturalezza e il coraggio che ormai, per noi musicisti e improvvisatori, è una condizione di normalità indispensabile.
 
Una musica priva di liriche può anche “parlare” col titolo del brano: come nasce l’abbinamento nel vostro caso?
 
Era necessario dare dei titoli alle tracce, quindi ci siamo ricordati di cosa ci circondava nel luogo della registrazione e abbiamo abbinato il titolo alle atmosfere che ci evocano i brani.
 
Dato per scontato che comunichiamo in ogni attimo della nostra esistenza, anche nel totale silenzio, vorrei sapere… che tipo di messaggio propaga nell’aria “The Wolf Session”, un progetto strumentale, senza la didascalicità della parola?
 
Personalmente credo sia un progetto molto evocativo in direzioni opposte: ritrovo momenti di delicata e poetica astrazione melodico-armonica alternati a momenti crudi e abrasivi, quasi musica per rapine! In ogni caso lascerei le risposte agli ascoltatori.
 
Il vostro album non è certo di facile fruizione: che cosa vi aspettate in termini di sharing?
 
Non mi aspetto mai nulla di preciso dai lavori che produco in termini di riscontro, il mio compito termina nell'esserne soddisfatto. Ovviamente mi auguro che possa avere la massima diffusione possibile e che possa piacere all'ascoltatore. E' chiaro che non andrà mai a Sanremo!
 
Ci sono possibilità che venga proposto dal vivo, intendo nello spirito, vista la natura improvvisativa del disco?
 
Certo, stiamo già organizzando la promozione con concerti.
 
Quale potrebbe essere il proseguimento di “The Wolf Session”?
 
 
 
 
I PROTAGONISTI
 
Antonio Jasevoli - El Guitar
Mauro Smith - Virtual Drums
 
Un po’ di bio…
 
Antonio Jasevoli
 
E' uno dei più interessanti chitarristi della scena contemporanea, con uno stile molto personale, una sintesi risultante da una formazione eterogenea sviluppata, nel corso degli anni, con la frequentazione di molteplici ambiti musicali e chitarristici: dal rock al jazz alla musica etnica, dall'elettronica alla chitarra classica, dalla scrittura colta europea alle forme d'improvvisazione contemporanea. 
Pioniere ed importante riferimento per intere generazioni di chitarristi nell'uso degli effetti elettronici applicati alla chitarra elettrica, è al tempo stesso un grande conoscitore della chitarra classica, di cui è uno degli interpreti più originali.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi dischi da solista e come ospite, attualmente pubblica molti suoi lavori per la prestigiosa etichetta “Parco della Musica Records”. 
Ha collaborato con i massimi esponenti della musica internazionale (Kenny Wheeler,Tony Scott, Steve Grossman, Andy Sheppard, Bob Brookmeyer, Maria Shneider, Daniel Humair, Ernst Reijsenger, Dominique Piffarelly, Antonello Salis, Paolo Damiani, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Gianluigi Trovesi, Don Moje, John Taylor, e tanti altri…),  esibendosi nei più importanti teatri e festival internazionali. 
Nel corso della sua carriera ha composto musica perTeatro, Danza, Cinemaed altre forme d’arte.
E' leader di vari progetti, dal solo al quintetto, in cui esprime il suo mondo sonoro.
DirigeLa GEO, Guitar Experience Orchestra organico di 30 chitarre di S. Cecilia, di cui è anche arrangiatore e compositore.
Maestro di "Chitarra Jazz" ed "Armonia, Analisi e Tecnica d'improvvisazione" presso il Conservatorio di S. Cecilia di Roma dal 2007 ad oggi, è stato il primo docente di Chitarra Jazz nella storia di questa prestigiosa Istituzione, inoltre ha insegnato Chitarra Jazz al Conservatorio A. Casella di L’Aquila ed al Conservatorio O. Respighi di Latina, attualmente presso i Conservatori L. Refice di Frosinone e L. Cherubini di Firenze.
 
 
 
Mauro Smith
 
Musicista, architetto e artista visivo è tra i fondatori dei Neroitalia, band che negli anni ‘90 pubblica Il suono delle radici(W&w), Distanze (Harmonia Mundi, France) e Terres du sud Italie (Harmonia Mundi, France).
Tra il 1999 e il 2005 prende parte parallelamente a progetti musicali di artisti pop, tra i quali,Ornella Vanoni (Adesso, CGD East West), Enzo Gragnaniello (Oltre gli alberi, Sugar/Universal) e Alan Wurzburger (Amour amer, Sottosuono).
Nel 2006 pubblica il cdLa danza di Uaio il Pesce(Itinera), disco di duo cameristico e d’improvvisazione di pianoforte e batteriaUrciuolo Smith; il disco è considerato dalle riviste di jazz italiano tra i migliori dell’anno.
Compositore ed esecutore di colonne sonore per corti e documentari, di installazioni artistiche e rappresentazioni teatrali, letture in musica e dialoghi tra fotografia, video e percussioni dialoga o collabora tra i vari conWayne Shorter, John Patitucci, Danilo Perez, Brian Blade, Dan Fante, Horacio El Negro Hernandez, Robbie Ameen, Joe Amoruso, Tiziano Scarpa, Silvio Perrella, Michele Serio, Alessandro Cimmino, Luca Aquino, Vito Ranucci, ecc.
Progetti, opere d'arte e performance sono ospitati nelle manifestazioni artistiche più importanti europee, i concerti nei migliori festival di musica jazz, contemporanea, pop e d’improvvisazione.
Tra i il 2015 e il 2016 nascono i progetti con il chitarristaAntonio Jasevoli The Wolf Sessions e Divergent Meetings.