DA CAPTAIN TRIPS - ADVENTURES IN THE UPSIDE DOWN

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Scritto da: Athos_Enrile

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DA CAPTAIN TRIPS ADVENTURES IN THE UPSIDE DOWNLP: Vincebus Eruptum, CD: Phonosphera Records, 2017

 

 

“Adventures in the upside down”è il nuovo album dei Da Captain Trips.
Raramente mi è capitato di avere risposte così esaurienti dai componenti di una band, e credo che l’intervista a seguire possa soddisfare tutte le curiosità che ruotano attorno ad un nuovo disco, o ad un nuovo gruppo.
Dalle parole si estrapola la loro vita musicale, il loro credo, i loro intenti, le idee che  sono alla base del nuovo lavoro - come ci spiegano, un concpet album -, e va da sé che comprendere il legame tra i vari brani in un lavoro strumentale non è per niente semplice.

L’aiuto può arrivare dall’osservazione dell’interno booklet, realizzato da Roberto Bonadimani (“La copertina esterna del vinile raffigura un'onda gigantesca sottosopra, nella quale troviamo il capitano naufrago in preda ad una trasformazione in una manta che lo porterà alle avventure in un mondo parallelo, mentre all'interno ci sono nove tavole in cui Roberto illustra il viaggio del capitano dal naufragio al ritorno alla madre terra"), ma essendo io solo in possesso delle tracce audio, non avevo la possibilità di chiedere ausilio al visual. E mi sono fatto aiutare!
 
I Da Captain Trips propongono il loro genere che di questi tempi potremmo definire di nicchia, anche se sono molti, nel mondo, i propositori di una musica nata una cinquantina di anni fa, in un contesto storico preciso e in paesi di riferimento come Stati Uniti e Gran Bretagna: parlo della musica psichedelica, legata all’espansione della dimensione interna, con l’utilizzo - mi riferisco alle origini - di sostanze ritenute liberatrici delle coscienze e utili per nuove esperienze di vita e musicali.
Di quel pensiero e di quello stile di vita è rimasta solo una traccia storica, ma pensare all’evoluzione e all’influenza musicale originata dalla San Francisco del 1965, con la creazione successiva di band e musiche immortali, porta a pensare che il mantenimento di certi standard - tecniche di registrazione, strumentazione, sperimentazione e completa libertà espressiva - sia ormai parte della nostra cultura, e chi ama questa musica - l’ascoltatore e il musicista - non sia da considerare  nostalgico, così come non lo è chi ama la musica classica.
Un album come “Adventures in the upside down”, a mio giudizio, non può essere solo ascoltato. Se così fosse si sarebbe investiti da 44 minuti di musica, suddivisa su 7 tracce che colpiscono per le sonorità, per il modus acido, per la ripetitività alla Riley, per il viaggio dei singoli strumenti, che si fanno strada e poi si uniscono.
E questa è una modalità di ascolto, sicuramente appagante, ma probabilmente limitante, perchè... in questo caso il contenuto non basta, ma è necessario approfondire il valore della cornice, ricercare l’importanza di ciò che è invisibile ad occhio nudo, provare a soddisfare l’intelletto e non solo la pancia.
Ciò significa scoprire qualcosa in più, e dare vero significato alla chiosa "album concettuale".
Il “viaggio del Capitano” parte da un tempesta e, attraverso una trasformazione, porta a visitare paesaggi fantastici, ritrovando affetti, tornando poi alle origine - alle cose semplici che compongono la nostra vita e che spesso dimentichiamo -, concludendo con il volto rivolto al futuro.
Una splendida metafora della vita che non può prescindere da una fruizione completa dell’album… non solo musica, ma uno spicchio di arte che va raccontata e a cui va messa qualche didascalia.
Il disco “prende”, coinvolge, e riporta indietro la lancetta del tempo, a quei giorni  in cui tutto nacque.
 
Ma più delle mie parole è la  musica che racconta il mondo dei Da Captain Trips…

 
 
 
L’INTERVISTA
 
Partiamo dal racconto della vostra storia: dove nascono e come si evolvono nel tempo  i DA CAPTAIN TRIPS?
 
Io (Cavitos), Fabio e Peppo ci conoscevamo da anni pur essendo di tre città diverse (rispettivamente Piacenza, Busto Arsizio e Lecco), e tutti e tre provenivamo da band del panorama underground italiano. Ci trovavamo ai concerti, andavamo ai festival all'estero insieme, ci scambiavamo musica e consigli sui vari gruppi, insomma, condividevamo questa grande passione che è la musica.
Siccome suonavamo i tre strumenti fondamentali per formare una band, nel 2009 abbiamo deciso di trovarci un sabato pomeriggio per divertirci, senza sapere di preciso cosa sarebbe successo. La cosa che ricordo di quel giorno sono le lunghe jam, in una sala prove caldissima, vicino a Lecco. Abbiamo cominciato ad improvvisare senza discutere di niente a priori, e siamo andati avanti così per qualche ora, ed è nata la band.
C'era un feeling particolare, come se avessimo suonato insieme da sempre, e uscivano naturali cose che nessuno di noi aveva mai fatto… da quella prima prova penso che siano nati praticamente tutti i riff per i pezzi che sono finiti sul primo Ep “Alljamed” (poi ristampato da Vincebus Eruptum nel 2014 in vinile con tre bonus track).
Dopo alcuni concerti abbiamo deciso di fare una session di registrazione all'Elfo studio di Piacenza, dove abbiamo registrato e mixato il nostro primo Ep in presa diretta in un giorno. Dopodiché abbiamo cominciato a suonare ovunque, dividendo il palco con band del calibro di Samsara Blues Experiment, White Hills, Yawning Man, Fatso Jetson, Vibravoid.
Dal vivo i pezzi si allungavano in jam spaziali e avvolgenti a seconda dell'atmosfera che si creava… era molto divertente, stimolante e grezzo.
Nel 2012 abbiamo sentito l'esigenza di aggiungere un sintetizzatore, perché volevamo esplorare territori più psichedelici, e così è entrato nella band l'amico sintetico Ema.
Il nostro primo disco, “Anechoic Chamber Outcomes I”, del 2013, uscito in CD per Phonosphera e in vinile per Vincebus Eruptum, è stato composto principalmente dal trio dell’Ep, e il sintetizzatore è stato aggiunto da Ema in un secondo tempo nel suo studio.  
Il disco ha cominciato a girare molto per i blog e le webzine e ha venduto molto bene, tanto da essere stato ristampato due volte in vinile.
Siamo stati invitati a suonare allo Psychedelic Network Festival di Wurzburg e allo Stoned Karma Festival di Dusseldorf quell'anno, con band del calibro di My Sleeping Karma, Monkey 3, Space Invaders, Nick Turner(Hawkwind), Oresund Space Collective e Vibravoid.
Ema poco dopo ci lascia per continuare i suoi progetti di musica drone e al suo posto entra Bachis. Registriamo tre tracce per lo split “Psychedelic Battles” con il gruppo gallese Sendelica.
Qui si può cominciare a sentire un lieve cambiamento, i pezzi sono sempre abbastanza liberi come arrangiamento e struttura, ma sanno dove andare a toccare, il sintetizzatore è più presente è acquista maggiore importanza. 
Questa collaborazione ci ha portato nell'estate 2015 a suonare in Inghilterra e Galles con i compagni di squadra Sendelica.
 
Alla fine del 2015 Fabio abbandona la band e al suo posto entra alla batteria Tommi (già presente nel progetto parallelo di Peppo “Electrospoon”). Con il suo ingresso il gruppo cambia, di conseguenza e si sposta su territori più sperimentali dando molta più cura alle sfumature dell'arrangiamento.
 
Spesso il nome che si assume è frutto di casualità e a volte è parte completa del progetto: come nasce il vostro?
 
Il nostro nome deriva da un romanzo di Stephen King del quale io sono un assiduo lettore. “Captain Trips” è un influenza che stermina il genere umano nel romanzo “L’Ombra dello scorpione”. Appena ho letto quel nome mi ha colpito molto e ho pensato: ”… che nome figo sarebbe per una band!”; poco dopo abbiamo cominciato questa avventura ed è stato naturale chiamarci così! L'aggiunta del "Da" significa che, con la nostra musica, l'ascoltatore entra nella nostra osteria psichedelica a degustare la nostra musica!
 
La vostra musica si rifà a modelli di cui non siete stati testimoni diretti per motivi anagrafici: da dove nasce questa passione per una musica sperimentale, psichedelica, avvolgente?
 
Anche non essendone stati testimoni siamo grandi consumatori di dischi e grandi amanti dell'improvvisazione, che in qualche modo ti porta a suonare musica psichedelica, avvolgente e ripetitiva. L'improvvisazione ti insegna ad ascoltare gli altri e a valorizzarli istintivamente.  La musica che amiamo è il blues, il krautrock, la psichedelia e il rock degli anni ’60 e ’70, senza tralasciare alcune cose degli anni ’80 e ‘90, tipo Loop, Spaceman 3, Brian Jonestown Massacre o Bevis Frond, tanto per citarne alcuni.
Personalmente la musica che reputo più stimolante è senza dubbio il Krautrock: band come Neu!, Can, Ash Ra Temple, Tangerine Dream, Faust, Popol Vuh e Cosmic Jokers guardano la musica in modo molto libero e totalmente diverso rispetto alla scena psych inglese per esempio.
 
Esistono possibilità che ciò che proponete, in futuro possa essere accompagnato da liriche?
 
Se capiterà l'occasione perchè no! Siamo sempre aperti a collaborazioni e sperimentazioni.
 
Il vostro nuovo album, “Adventures In The Upside Down!”, esce a distanza di quattro anni dal precedente full lenght “Anechoic Chamber Outcomes”: esiste un filo conduttore o delle analogie tra i due lavori?
 
Il nuovo disco, a differenza di quello precedente, si basa su un concept.  Abbiamo voluto provare questo nuovo approccio, ogni brano è connesso all'altro ed il disco si sviluppa in un racconto che ha come protagonista il nostro Capitano.
Rispetto al disco precedente le parti sono più strutturate e l'arrangiamento è stato curato nei minimi particolari, inserendo il sintetizzatore come strumento fondamentale rispetto al precedente disco.
Sicuramente la nostra musica è sempre visionaria, cerchiamo di immaginare avventure fantastiche del nostro capitano senza tempo che solca i mari di dimensioni dimenticate.
 
Mi raccontate i contenuti musicali del nuovo disco e il messaggio che attraverso la musica volete rilasciare?
 
Il nuovo disco è formato da sette brani in cui abbiamo cercato di scavare all'interno di noi stessi, per portare all'ascoltatore le nostre emozioni tramutate in paesaggi fantastici che il Capitano visita in questo suo trip. Partiamo da un intro molto calmo e avvolgente di synth e chitarra molto effettata che prepara alla tempesta (the calm and the storm) in cui il capitano naufraga per poi trasformasi in manta (Manta) e visitare paesaggi fantastici (Revelation), ricordando la cara amata (Dear Zahdia) fino a ritrovare la strada per tornare alla vita (Trepasses Bay, Peaceful Place) e alla madre terra (Mother Earth). In "Mother Earth", il lungo pezzo che chiude il disco e simboleggia il ritorno del capitano alla vita e alla madre terra, abbiamo come sottofondo delle riprese ambientali della natura, registrate e rilavorate da Ema (ex membro dei Captain), che unendosi ad un arrangiamento in chiave acustica riportano ad una sensazione di pace ottenuta da un uomo che riscopre la vita partendo dalle cose fondamentali che esistono da sempre, ma che spesso vengono dimenticate.
L'ultima parte del pezzo è tutta improvvisata in studio ed anticipa la prossima avventura del nostro capitano.
 
Chi sono gli ospiti del disco e come è avvenuta la scelta?
 
Lee Relfe dei Sendelica suona il sassofono in “Revelation”. Conosciamo Lee da qualche anno ed è capitato di fare qualche jam dal vivo con lui; riascoltando la registrazione delle prove, mi è sembrato naturale l'aggiunta di un sax in quel pezzo che ha melodie molto arabeggianti. 
Il riff di chitarra di “Mother Earth” è nato di fronte all'oceano in Bretagna, nel Finistère .
Ho delle registrazioni fatte con il mio zoom in cui si sentono onde del mare e grilli in sottofondo. Sapendo che Ema (ex membro) ha una banca dati di registrazioni ambientali fatte da lui, gli abbiamo chiesto di lavorarci su. Ema suona anche il synth Bucla in una sequenza di “Peaceful Place”.
L'altro ospite del disco è l'amico Basalle, che ha suonato una parte di sintetizzatore in The Calm and the Storm.
 
Ho visto un’immagine della copertina attraverso lo schermo e mi è sembrata di forte impatto: mi raccontate qualcosa sull’artwork?
 
La copertina è opera del disegnatore/sceneggiatore di fumetti di fantascienza Roberto Bonadimani. Ho conosciuto Roberto ad una esposizione di fumetti sci-fi nella mia città, Piacenza. Sono rimasto incantato dalla bellezza dei suoi disegni e gli ho subito proposto una collaborazione. Siamo andati a trovarlo a casa e gli abbiamo proposto il concept per questo disco: la sua fantasia eccezionale ha fatto tutto il resto.
La copertina esterna del vinile raffigura un'onda gigantesca sottosopra, nella quale troviamo il capitano naufrago in preda ad una trasformazione in una manta che lo porterà alle avventure in un mondo parallelo, mentre all'interno ci sono nove tavole in cui Roberto illustra il viaggio del capitano dal naufragio al ritorno alla madre terra.
 
 
 
In che formato/i uscirà l’album?
 
L'album uscirà in vinile colorato (150 copie) e nero (200 copie) per Vincebus Eruptum, e in CD per Phonosphera.
 
Cosa mettono in mostra i DA CAPTAIN TRIPS nei loro live?
 
Non essendo dei sex simbol puntiamo sulla musica!Sicuramente il palco è il luogo dove ci sentiamo più a casa. I nostri live possono essere molto differenti l'uno dall'altro, improvvisando molto anche dal vivo, dipende tutto dal nostro stato psicofisico e dall'atmosfera che si crea all'interno del locale, le canzoni possono mutare ed espandersi o semplicemente essere quelle del disco. Quindi una cosa che potete sentire e percepire nei nostri live e lo specchio di chi ci sta davanti riflesso nelle nostre canzoni.
 
Che tipo di strumentazione utilizzate? Larga fedeltà all’analogico dei seventies?
 
Io sono un amante della strumentazione vintage ma vado più verso i sixties!La chitarra che ho usato nel disco dei Captain è una Mosrite del '67 completamente originale, suonata in Binson Hi Fi 40, un Echorec 2 e un Echo a nastro Dynacord.Mi piace pensare che comprando uno strumento vintage in qualche modo si assimili la sua storia, i posti dove ha suonato, i musicisti che l'hanno suonata.
Gli altri della band non sono fanatici come me, ma usiamo comunque strumentazione di ottima qualità, come nuovi sintetizzatori Moog e Morpho, Fender Precision.
Siamo comunque sempre alla ricerca di nuovi suoni… è una malattia.
 
La vostra discografia non si ferma ai due album che ho citato: che cosa avete realizzato dal 2013 ad oggi?
 
Prima del 2013 abbiamo registrato un l'Ep, “Alljamed” nel 2010 (venduto ai concerti come CDr) con 4 tracce, ristampato da Vincebus Eruptum in vinile nel 2014 con tre bonus track col nome di “In the Beginning”.
Nel 2015 “Psychedelic Battles”, split con il gruppo gallese Sendelica per Vincebus Eruptum.
Nel 2016 “Live at Immerhin-Wurzburg”, registrato a Wurzburg a maggio 2015, uscito per la tedesca Sunhair Records .
 
Che cosa vorreste vi accadesse nell’immediato futuro musicale?
 
Ci piacerebbe molto implementare i nostri concerti con dei visual per aumentare l'intensità della nostra musica. 
 
 
 
 
Elenco brani prima parte:
 
A1 - The Calm and The Storm
A2 - Manta
A3 - Revelation
A4 - Dear Zahdia
 
Elenco brani seconda parte:
 
B1 - Trepasses Bay, The Peaceful Place
B2 - Mother Earth
 
Rilasciato il 30th of April 2017
 
Formazione:
 
Cavitos - chitarra
 Peppo - basso
Tommy – batteria e percussioni
 Bachis –Sintetizzatore e tastiere + basso in “Mother Earth”
 
 
INFO
LP: VELP017 by VE Recordings
CD by Phonosphera Records
 
Art-cover by Roberto Bonadimani
 
 
DISCOGRAFIA DA CAPTAIN TRIPS
 
2013 “ANECHOIC CHAMBER OUTCOMES I” - LP (VE Recordings)/CD (Phonosphera Records)
2014 “IN THE BEGINNING” - LP (VE Recordings) collection of first EP and early tracks
2015 “PSYCHEDELIC BATTLES Vol.1” - LP (VE Recordings) split album with SENDELICA
2016 “LIVE AT IMMERHIN – WURZBURG” - LP (Sunhair Music)