Empirical Time - Songs, Poems and a Lady

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: cspigenova

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Ma.Ra.Cash, 2013

 

 

Gli Empical Time sono una band emergente veneta che dichiara apertamente ed esplicitamente di rifarsi al progressive rock degli anni Settanta. Per questo motivo, si è affidata allo ProsdocimiRecording Studio attraverso la produzione di Mike 3rd e tramite la supervisione al mixer di Chris Murphy (uno che se ne intende, visto che dalla sua console ha curato lavori dei King Crimson, Tony Levin, Steve Morse, Terry Bozzio, etc.).
Ovvio che questo loro Songs, Poems Lady (Ma.Ra.Cash, 2013) sia un esordio ben confezionato, frutto di amore ed entusiasmo per il genere e figlio di un ensemble formato da ragazzi preparati sotto quasi tutti i punti di vista e di ascolto. Gli appassionati delle sonorità vintage finiranno per innamorarsi perché gli Empirical Time ci sanno fare.
Detto ciò, però, rischio di ripetermi se sottolineo ulteriormente che si tratta di un ennesimo prodotto onestissimo e rispettabilissimo (ci mancherebbe) ma che è fermo al passato e non aggiunge molto ad una scena già troppo inflazionata?
Brani rifiniti, legati ad una nobile storia ma talvolta zeppi di schemi stilistici a tratti ripetitivi, sia nell'ordito melodico-armonico, sia nella riproposizione di topoi alquanto prevedibili. Attenzione. Ciò non è né un pregio, né un difetto: è un'opzione espressiva a cui siamo piuttosto abituati e che, comunque, è gradita dalla nicchia del pubblico prog. Teniamo anche conto del fatto che si tratta di un'opera prima e, come per tutte le opere prime, ci si gioca un po' tutto perché ci si affaccia e non è nemmeno facile per chi compone tarare le adeguate mosse comunicative. Qui ci si rivolge ad un'utenza che, alla fine, cerca quanto proposto ma il prog di oggi non va in quella direzione. Essere epigonici è, ad ogni modo, un sistema per rendere più calligrafica la stesura del proprio biglietto da visita, ma poi si può evolvere.
I brani sono quasi tutti pervasi da una generale atmosfera floydiana, soprattutto nelle parti più lente (agogicamente parlando, dall'Andante al Largo), con spezzature dai richiami quasi tattili ad altre realtà. Gli esempi, che si possono citare, sono molteplici: Three Years She Crew in Sun and Shower, si muove da poliritmie alla Yes a momenti individuali di moog alla Alphataurus; in I Travelled Among Unknown Men non manca nemmeno un episodio di solipsismo chitarristico frippiano; Diamond Lady Pt. 1 mostra un cuore parente degli Osanna di Milano Calibro 9, mentre gli stacchetti jazz rock di Untamed rimandano ai Colosseum II; il gusto per le scale orientaleggianti di Whispers From the Past e di Dancing On Saturn avvicinano la band al Volo di Medio Oriente 249.000 tutto compreso (pollice verso per il sequencer impazzito nella danza saturnina... sa un po' di espediente gratuito).
Pur aderente ad un solido impianto derivativo, Strange Fits of Passion è il brano che meglio mette in luce le pregevoli qualità interpretative e compositive degli Empirical Time: preludio pianistico di grana impressionistica, passo di ballad memore di Us and Them con uno spiazzante interludio dissonante e rumoristico corredato da un efficace canto hammilliano.
Per l'attitudine verso la pulizia metrica, si ascolti anche l'essenzialità lineare di She Dweit Among the Untolden Ways (in evidenza il basso melodico di Andrea Baggio, componente quasi silenzioso – rispetto ai ruoli delle tastiere di Riccardo Scarparo e delle chitarre di Giovanni Croatto e di Federico Galleani – eppure, qua e là, determinante, anche in combutta con il batterista Robert Anthony Jameson).
Certo, c'è molto di buono: l'impianto è solido, la cultura musicale è notevole e poggiata su spalle larghe, ora si tratta di capire se questa devozione al prog è solo un abile e agile starter per crescere o un cordone ombelicale impossibile da recidere.
 
 
© Riccardo Storti