Panther & C. - Il Giusto Equilibrio

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Athos_Enrile

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Panther and C Il Giusto EquilibrioBlack Widow, 2017
 

 


I genovesi Panther & C. ritornano all’impegno discografico dopo il fortunato esordio di due anni fa, “L’epoca di un altro”.

Spinti dalla presa di coscienza che la loro musica piace e trova il gradimento del popolo del prog, realizzano un nuovo album, “il Giusto Equilibrio”, ancora una volta in collaborazione con la Black Widow, oltre 46 minuti di musica suddivisa su cinque tracce.
Vista dall’esterno quella dei Panther & C. sembra una favola prolungata, un sogno forse coltivato da una vita che si materializza all’improvviso nel momento in cui le passioni assumono concretezza e il prodotto di sintesi si può finalmente toccare, ascoltare, rimirare e, soprattutto, condividere.
La chiacchierata a seguire racconta, come sempre, dettagli importanti, ma sono stato testimone di due live, in tempi diversi, e ho carpito questo stato di grazia in evoluzione, con una sorta di passaggio dal cauto approccio sino alla consapevolezza della valenza di ciò che si propone.
C’è tecnica e cuore dietro alla loro musica, ma c’è largo spazio per i messaggi, perché la maturità determina le priorità - in tutti i campi -, e magari è più facile oggi arrivare a pensare che oltre ai tempi composti e a magnifiche trame tastieristiche si debba trovare lo spazio per far volare in alto il proprio pensiero, nella speranza che venga afferrato da più anime possibili.
Ed è proprio una vista dall’alto quella che troviamo  ne “il Giusto Equilibrio”, un punto di osservazione che testimonia un “un passaggio epocale”, che va giudicato in modo oggettivo, meglio se da posizione privilegiata:
 
“Da quassù il mare è niente anche se rispecchia la vita… ti sei già scordato che la natura non è un quadro appeso là ma respira!... Osservo l’uomo che osa copiare ciò che è naturale… ali d’acciaio, un forte boato… una nube di fumo, tutto è crollato… e non riesco a capire come può un volo portare la morte, creare dolore… vi guardo dall’alto e mi chiedo se questa è la vita…”.
 
E l’invito alla riflessione, alla ricerca continua di un bilanciamento delle nostre azioni nella ricerca continua della serenità, diventa l’amara considerazione che tutto ciò va fatto con rapidità, per non perdere neanche un minuto, visto il poco tempo che ci è concesso per lasciare traccia del nostro passaggio in questo mondo.
 
Tutto ciò è avvolto dalla musica, brani dilatati - sulla scia degli stilemi del prog - basati su un forte impegno di squadra, team arricchito dalla presenza del nuovo batterista, Folco Fedele, che con il bassista Giorgio Boleto forma una potente sezione ritmica che sostiene i fraseggi di Riccardo Mazzarini - chitarra - e i passaggi ad ampio respiro del tastierista Alessandro La Corte, mentre tocca al frontman Mauro Serpe il compito di… metterci la voce e cesellare con il suo flauto traverso.
 
Si apre con “… e continua ad essere…” - che propongo a seguire -, un brano che appare come perfetta intro del viaggio concettuale che i Panther propongono, con dinamicità variabili e un senso di apertura genesisiano che spalanca le porte per la musica che sta per arrivare… il bridge che conduce verso l’altra sponda del fiume…
La title track è una traccia di oltre tredici minuti che ho avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima il 1 ottobre scorso (https://www.youtube.com/watch?v=NPxxxHSTM_g) al Govi di Genova, quando i Panther & C. parteciparono ad un evento storico assieme agli Analogy.
Anche in questo caso la varietà di situazioni tipica della libertà “progressiva” colpisce, e si ha spesso la percezione che la “materia fusa” contenga i semi del prog, con momenti di virtuosismo che restano sempre entro i confini del copione pianificato, e la sensazione che nasca, nel corso dell’ascolto, un rapporto osmotico, solitamente tipico dei live, dove si entra in piena relazione e coinvolgimento.
“Oric” è  il versante quieto del pianeta Panther, attimo in cui la poesia si sposa al pacifico incedere strumentale e calmiera un percorso sonoro variegato, un altro punto di equilibrio!
“Fuga dal lago” è un’altra long song che porta a galla il DNA della band, o almeno parte di essa, con pillole di Gabriel e soci, miti che non si possono e non si vogliono dimenticare: un gioiellino.
La chiusura del disco è affidata a “L’occhio del gabbiano”, il brano più lungo, a tratti aulico, melodie e puro rock al servizio del progetto. Anche in questo caso siamo al cospetto di un brano che potrebbe essere rappresentativo dell’intera filosofia musicale dei Panther.
 
La sensazione che ho avuto sin dal primo ascolto è che nello spazio di breve tempo sia avvenuta una grande maturazione musicale, accelerata dall’unione delle esperienze di vita e corroborata dai riconoscimenti di critica e followers.
 
Davvero un disco notevole, e per chi si trovasse nei paraggi, Genova, il 15 luglio è un buon giorno per ascoltare che cosa sanno fare i Panther  & C.

https://www.facebook.com/panthereci/
 
 
 
 
L’INTERVISTA
 
E arriviamo al secondo atto discografico dei Panther & C.; a distanza di due anni è uscito “il Giusto Equilibrio”: che cosa rappresenta nella vostra evoluzione? Si può considerare un link con il precedente “L’epoca di un altro”?
 
Sicuramente è la continuazione, con una concreta presa di coscienza del numero inaspettato di persone che ha apprezzato la nostra musica e nei confronti delle quali è nostro dovere e piacere rimanere con i piedi per terra per continuare ad offrire un prodotto genuino e spontaneo.
 
Raccontatemi l’idea base contenuta nel disco, i messaggi e le novità musicali…
 
E’ il caso di dire che proprio in considerazione di quanto prima esposto è necessario che tutto sia sempre in perfetto equilibrio con la realtà. L’entusiasmo, la passione, il lavoro, l’amore, ecc. devono essere in giusta dose senza eccessive e inutili esuberanze e senza troppe privazioni. Ciò può determinare e contribuire ad ottenere quello stato di serenità che serve all’uomo per affrontare la sua escursione nella vita.
 
Rispetto al primo lavoro c’è stata un’evoluzione della line up…
 
Sì. Finite le registrazioni di “L’Epoca di un altro” il batterista Roberto Sanna lascia il gruppo e subentra Stefano Alpa. Validissimo musicista con il quale componiamo una buona parte di ciò che è presente nel CD “Il Giusto Equilibrio”; purtroppo per impegni lavorativi è costretto a lasciare. Intanto si presenta la grande occasione di aprire la serata come opening act dei mitici ANALOGY in data 1 Ottobre 2016. Quindi… AAAAAA, cercasi batterista! Un amico ci diede il numero telefonico di un batterista professionista il cui nome echeggiava già negli ambienti jazz e rock del basso Piemonte e Liguria. Fu molto attratto dai nostri brani e direi che decise lui di entrare a far parte della band e noi onoratissimi di avere alla batteria il maestro Folco Fedele!
 
Anche in questa occasione la copertina è molto evocativa e di forte impatto: me ne parlate?
 
L’autore è ancora una volta Gianluigi Zautredi Boleto (fratello del nostro Giorgio) e direi che ha messo in evidenza la necessità di un giusto equilibrio tra due dimensioni: dalla segregazione ad una finestra di libertà, squarciando la corazza che spesso le avversità della vita ci costruiscono addosso.
All’interno del libretto troviamo dei bozzetti fatti da mio fratello Enzo a cui abbiamo chiesto di descrivere il concetto di ciascun brano con una grafica estremamente semplice.
 
Ad ottobre ho avuto occasione di sentire dal vivo l’anticipazione del disco, quando suonaste al Govi, concerto a cui avete fatto accenno: siete soddisfatti della resa live ?
 
Il palco è sempre un banco di prova fondamentale in cui realizzi se realmente la tua musica trasmette le sensazioni che intendi descrivere. La partecipazione del pubblico è importante e determina la marcia in più della band. Vivere ciò che, ad esempio, abbiamo vissuto in Francia è assolutamente entusiasmante.
 
A proposito, come è andata al Prog’Sud?
 
Benissimo! Non ci aspettavamo un’accoglienza così calorosa, una partecipazione di pubblico emozionante. Scorgere il labiale di persone che non si conoscono, per lo più straniere, che cantano insieme a noi. Scoprirne altre con gli occhi colmi di lacrime per l’emozione. E un grande Bruno Cassan che, anch’egli super emozionato, ti soffocava con lunghi e stretti abbracci… Essere poi avvicinati a fine concerto da tanta gente per una stretta di mano e per dirti in un francese italianizzato: “grazie per la vostra musica!”, sono momenti indescrivibili che ti invogliano a… fare il terzo CD!
 
Prosegue la collaborazione con la Black Widow: legame ormai indissolubile?
 
Sicuramente la promozione che Black Widow Records ci offrì per il primo CD diede risultati immediati, con recensioni ultra positive e adrenaliniche; in poco tempo la maggior parte delle riviste di settore nel mondo hanno parlato di noi; dimostrazione questa della grande e affermata professionalità di BWR. La collaborazione continua anche per questo nostro nuovo CD, progredendo in maniera ancor più rafforzata ed incisiva. Grazie a loro apriremo la seconda serata del Porto Antico Progfest, il 15 Luglio, alle ore 18:30
 
Dopo due album e tante soddisfazioni, quanto è aumentata la vostra autostima, la consapevolezza della vostra qualità e del favore del pubblico del prog?
 
Sicuramente prendere coscienza che la nostra musica piace a molti è estremamente appagante e aiuta ad avere una maggiore sicurezza durante i live, ma sempre con i piedi per terra. Come dice Bruno Cassan: “Il privilegio dell’età…” ci consente di essere severi spettatori di noi stessi e quindi dotati di autocritica a 360 gradi cercando così di mantenere tutto in “giusto equilibrio”!
 
Come e in che occasioni pubblicizzerete l’album?
 
Come detto prima BWR cura direttamente la promozione, la distribuzione e la vendita; noi sicuramente con i nostri concerti anche se purtroppo ci sono troppe poche occasioni per poter fare dei “live”, un po’ per la mancanza di locali e molto per la diffidenza dei gestori di quei pochi spazi che possono ospitare eventi rock, in quanto si teme una scarsa affluenza di pubblico, e in parte hanno ragione! Sentiamo spesso persone che lamentano che nella propria città non avviene mai niente, non ci sono concerti e sono tutti grandi conoscitori di rock di ogni tipo.; poi quando si crea un evento dedicato… quattro gatti e si fa fatica a coprire i costi!
 
E se vi chiedessi di guardare avanti, verso novi traguardi musicali, che cosa intravedete?
 
Guardando troppo lontano si rischia di inciampare… quindi si semina e si raccoglie, e come nelle stagioni della natura puoi avere un bel raccolto o meno.
Intanto studiamo, guardiamo, godiamo e ringraziamo giorno dopo giorno.
 
 
 
 
TRACK LIST:
 
01 - … e continua ad essere… (4.27)
02 - Giusto equilibrio (13.32)
03 – Oric (4.33)
04 – Fuga dal Lago (11.29)
05 – L’occhio del gabbiano (13.41)
LINEUP:

Riccardo Mazzarini - guitar
Mauro Serpe - flute, vocals
Alessandro La Corte - Keyboards
Giorgio Boleto - bass
Folco Fedele - drums