Silver Key - Third

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Athos_Enrile

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Articolo già pubblicato su MAT 2020 di giugno

 

Silver Key ThirdMa.Ra.Cash Records, 2019

 
 
 
 
Alla discografia dei Silver Key si aggiunge “Third”, terzo episodio di un percorso che col passare del tempo ha visto la modifica della formazione originale, e che presenta attualmente una line up formata da: Roberto Buchicchio alla chitarra, Davide Manara alle tastiere, Dino Procopio alla voce e Ivano Tognetti al basso.
 
Milanesi, i S.K. nascono nel 1992 come tributo ufficiale ai Marillion e solo nel 2012 rilasciano il primo album di inediti - “In the land of dreams”- a cui fa seguito nel 2016 “The screams empire”, già recensito su queste pagine.
 
Il concept album da poco rilasciato trova argomentazioni serie e quanto mai attuali, mettendo in primo piano gli aspetti relazionali, quelli che regolano ogni tipo di rapporto quotidiano e che non trovano sviluppo adeguato, perchè spesso appare superfluo l’impegno specifico, sicuramente non facile e faticoso, ma basilare se si è alla ricerca minima della serenità.
Il punto di partenza dichiarato è un assioma del filosofo Schopenhauer, che chiosava: "La vita oscilla come un pendolo avanti e indietro tra dolore e noia", concetto sufficientemente “scuro”, tanto da condurre a serie riflessioni, in questo caso favorite dal connubio tra musica e racconto, sino alla sintesi finale che non deve essere necessariamente uguale per ciascuno di noi… si reagisce diversamente, e dopo la riflessione arriva la potenziale critica/accettazione e, si spera, l’azione.
 
Diventa quasi didattica l’operazione dei Silver Key, che ci spingono a perlustrare le nostre abitudini, i condizionamenti che pensiamo di non avere ma che in realtà guidano la nostra vita, l’illusione che la volontà abbia il potere supremo e che non esista un sistema capace di tirare le fila delle nostre esistenze.
Tutto ciò ci viene raccontato attraverso cinque storie legate tra loro, cinque capitoli, cinque personaggi dalla progressione più o meno drammatica, che alla fine si ritroveranno intersecando le loro vite, sino alla possibile illusione, quella che la volontà “deviata” possa avere una cura.
 
 
 
 
I Silver Key annunciano al mondo: “… è con immenso piacere che possiamo finalmente dire di avere il trattamento per i nostri pazienti, per tutti i poveri diavoli che non riescono a tenere sotto controllo la loro volontà. Certo, ognuno ha una Volontà, ma noi possiamo dominarla. "
 
La ricetta arriva dalla miscela tra idee e musica?
L’album, anche dal punto di vista musicale appare coinvolgente, un progressive rock molto aperto, con passaggi melodici tipici dei seventies uniti a momenti metallici e atmosfere sognanti.
Le skills della band permettono ampia scelta espressiva, con conseguente gradevolezza d’ascolto che nasce all’impatto.
 
“Third” è un album la cui fruizione appare perfetta avendo conoscenza del messaggio, anche se i meri aspetti musicali regalano, da soli, forti emozioni.
Per chi non conoscesse la band occorre dire che il cantato è in lingua inglese, così come tutte le note di pubblicizzazione delle varie attività; questo fornisce un tono internazionale e globale ai S.K. (e poi la lingua di Albione è quella che più si presta in fase di creazione), anche se, l’estrema chiarezza derivante dalla nostra lingua, almeno in fase di racconto dei contenuti, faciliterebbe l’azione didattico/didascalica che mi pare il valore aggiunto di questo progetto.
Voto alto per “Third”.
 
 
 
 
Tracklist:
A Common Soldier (7:16)
V.R. (7:00)
Ulysses (7:37)
I Wish (5:15)
Last Love (6:09)
A Rude Awakening (4:13)
Back To The Present (3:28)
Murder (4:07)
Endless War (3:06)
The Door Shuts (2:54)