Foxton Kings - Crooked Tales

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: maudrup

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Foxton Kings Crooked Tales(Autoprodotto, 2016)

Voto: 70

#PER CHI AMA: Alternative Rock

 

 

 

A vederli nella foto presente nell’artwork (un digipack sobrio ed elegante), questi cinque australiani di Perth, li si assocerebbe ad un combo di hardcore più o meno emotivo. Questione di look, di pettinature, di sensazioni generali. E invece. Già, perché questo 'Crooked Tales' mette in fila otto tracce per poco meno di mezz’ora (album? Ep? Poco importa) di un rock (chiamiamolo alternative, per quel che vale) tanto ispirato ai classici southern e blues, quanto moderno ed assolutamente attuale nelle sonorità e nell’esecuzione. Perché se è vero che i riff e la costruzione dei brani sono quelli tipici del blues-rock, è anche vero che i Foxton Kings non fanno sconti in termini di compattezza sonora e nessuna concessione a facili cliché del genere, suonando con un approccio che si può definire quasi post-hardcore. Chitarre sature, grosse, potenti e affilate che non si perdono mai in ricami leziosi, una sezione ritmica chirurgica e tellurica. La voce e il modo di cantare, quelli si, sono piuttosto classici, ma ben si sposano con il resto, creando un mix davvero ben riuscito. I brani sono discretamente vari e di buona fattura (su tutti segnalo “Thief” e “Bottom of the Bottle”, oltre a “Got a Gun”, con un bel numero giocato solo con voce e chitarra acustica) e riescono a farsi largo negli ascolti seppur accompagnati da un’inevitabile senso di deja-vu, forti di un piglio un po’ ruffiano (la tripletta iniziale “Hell Cat”, “22 Minutes” e “Autumn”) che rende tutto il lavoro assai godibile anche per un pubblico ampio. Forse, alla fine, l’insieme risulta un po' troppo pulito ed educato e rimane la sensazione che i Foxton Kings possano fare decisamente di più con poco, magari spingendo poco di più sui contrasti. Comunque interessanti nel loro approccio alla materia. Da tenere d’occhio.