Årabrot - The Gospel

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: maudrup

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Arabrot The Gospel(Fysisk Format, 2016)

Voto: 80

#PER CHI AMA: Noise Rock, Swans, Killing Joke

 

 

 

Settimo capitolo delle vicende della cult band norvegese capitanata da Kjetil Nernes, ed è uno di quei capitoli chiave che riescono a definire e delineare una storia consegnandole spessore e dignità di grande romanzo. Concepito durante la convalescenza dopo un intervento per rimuovere una forma maligna di cancro alla gola, 'The Gospel' è forse il lavoro più ambizioso ed articolato di Nemes, quello dove lo spettro del male e il racconto della lotta per sconfiggerlo sono protagonisti assoluti, eppure è quello più accessibile dal punto di vista musicale. Prodotto da Steve Albini e registrato in parte nei suoi Electrical Studios e in parte in una vecchia chiesa sconsacrata nella foresta di Dalam, in Svezia, 'The Gospel' risuona di echi solenni, minacciosi e disturbanti, anche grazie alla maestria del notevole cast di musicisti coinvolti, tra cui spiccano Stephen O’Malley dei Sunn O))), Andrew Liles (Current 93, Nurse With Wound) e Ted Parsons (ex-Swans e Killing Joke e ora componente dei Prong). La furia provocatoria e l’incompromissorio noise rock a cui gli Årabrot ci avevano abituato vengono qui in qualche modo stemperati nelle loro espressioni più dirette ma rimangono intrappolate in un monolite nerissimo, grazie ad un insieme emotivo e creativo che suona ora nodoso e intrecciato come una corona di filo spinato, ora vellutato e ricco di avvincenti contrasti. Nonostante una valenza così intima e personale, 'The Gospel' è il disco dove la varietà di stili ed atmosfere è forse più marcata, dai ritmi marziali della titletrack, alle trame oscure e criptiche alla Swans di “I Run”. Il tono generale è più epico e raffinato, intriso di riff e intuizioni armoniche davvero irresistibili come la meravigliosa “Tall Man”, e che trovano la loro sublimazione nei dieci minuti della coraggiosa divagazione doom di “Faustus”, per poi grondare di disperazione e dolore fino alla liberazione finale (“Rebekka”). Gli Årabrot tornano con il loro disco allo stesso tempo più scuro e conciliante, e forse, in definitiva, il loro lavoro migliore, quello che potrebbe consegnare loro un posto di primissimo piano nella scena noise rock mondiale. Nella classifica dei migliori dell’anno 2016 si guadagna un posto ai piani alti.