Playing The History - Prog Alchymia

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Scritto da: MAT2020

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Autore: Fabio Rossi

 

Rovers Music Productions, 2017

 

 

A distanza di quattro anni dal precedente album, è la vosta di Prog Alchymia, prodotto, registrato e masterizzato da Carlo Matteucci, secondo capitolo del progetto Playing the History che continua a esplorare l’immaginifica musica convenzionalmente denominata rock progressivo. Il trio, nel frattempo, è diventato una band composta da Carlo Matteucci (basso), John Hackett (flauto), Marco Lo Muscio (piano e organo), David Jackson (sassofono e flauto), Giorgio Gabriel (chitarre) e, novità di rilievo, Pino Magliani (batteria). Il sestetto, altresì, si è avvalso nuovamente della prestigiosa collaborazione di Steve Hackett, presente con le sue celeberrime Ace of Wands e Second Chance. 

Altri ospiti: Duncan Parsons, polistrumentista e drummer della John Hackett Band, Nick Fletcher, chitarrista della John Hackett Band e concertista di chitarra classica, Alessandro Forti, pianista e compositore di colonne sonore, e Giovanni Viaggi, tastierista. Rispetto all’l’intelaiatura del primo lavoro l’ascoltatore troverà nella nuova ambiziosa opera strumentale dei significativi cambiamenti. L’introduzione stessa della batteria indica un percorso diverso e, infatti, il prodotto è decisamente orientato verso sonorità più rockeggianti e dall’approccio meno sinfonico. Ne consegue che il risultato complessivo è certamente destinato a una più ampia fascia di pubblico proprio per le qualità intrinseche del sound che favoriscono una maggiore immediatezza rispetto al passato. Quindici le tracce proposte che si dipanano per oltre un’ora di musica e che vanno da classici del genere come I Lost My Head – Part II (la voce prodotta dal Vocoder Electric Piano è di Duncan Parsons), Bourée, Pilgrims, Moonchild, Nights in White Satin, Promenade/TheSage, The Lamia, a composizioni come Molde Canticle – Part I del jazzista norvegese Jan Garbarek, The Flower e Il Bambino e la Pergola di Matteucci, Nastagio degli Onesti di Lo Muscio, Sunset Ride in New Mexico di Gabriel e Six-Eight for Starters di John Hackett. La scelta, quindi, è stata quella di lasciare più spazio ai brani composti dagli appartenenti al progetto stesso. Munito di una copertina plumbea ed efficace disegnata da Chiara Gambino che evidenzia un artwork distante da quello che contraddistingueva il primo album (anche in questo si nota la volontà di rinnovarsi), Prog Alchymia sorprende in positivo perché a emergere sono proprio le composizioni dei nostri Matteucci, Lo Muscio e Gabriel, un’ulteriore conferma dell’indiscutibile qualità del progressive italiano contemporaneo. Le soffuse The Flower e Il Bambino e la Pergola, che vedono Matteucci esibirsi magistralmente alla chitarra acustica, l’intensa Nastagio degli Onesti, con un Lo Muscio ispirato alle tastiere e al Piano Mellotron Moog coadiuvato dal flauto di John Hackett e da una trascinante sezione ritmica assicurata dal duo Matteucci/Magliani, e la colorita spagnoleggiante Sunset Ride in New Mexico, dove Gabriel è accompagnato dalla sei corde di Steve Hackett e dal Moog Electric Piano di Giovanni Viaggi, reggono senza problemi il confronto con i pezzi da novanta precedentemente riepilogati. Mi chiedo, infine, ma il terzo lavoro dei Playing the History mirerà a lidi differenti, come la Scena di Canterbury o il Kraut Rock? Chissà, forse le sorprese non finiscono qui!