TAUTOLOGIC - Wheels fall off

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Scritto da: MAT2020

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Autore: Valentino Butti

 

TAUTOLOGIC Wheels fall offTurtle Down Music, 2021 USA

 

 

 

Continua, a distanza di soli tre anni da “Re: Psychle”, il percorso “pazzerello” dei Tautologic di Ethan Sellers (voce e tastiere) e Patrick Buzby (batteria), i due soci fondatori di questo ensemble davvero particolare ed eccentrico.

Ai boss si aggiungono Emily Albright (violino, voce), Chris Greene (sax), Nathan Britsch (basso) e Jay Montana (chitarra elettrica) oltre ad altri vari ospiti al violoncello, al trombone e alla tromba.

“Wheels fall off” è nato durante il periodo più acuto della pandemia negli States, anche se una buona metà era già stata elaborata nel 2014 con delle prove in studio.

 

 

Il gruppo, attivo già da una ventina d’anni, fa della contaminazione, a 360°, la propria cifra stilistica principale, senza compromessi. Dopo i trenta secondi scarsi della intro “Wheels fall off” si entra nel vivo dell’album con “That’s what I hear”, con il refrain orecchiabile e fiati in evidenza.

“Memo to yourself” ci porta in ambito ska, con il solito ritornello scanzonato a condurre… le danze.

“Rocket surgery”, uno dei brani migliori e più “tradizionali”, nasce quasi come una ballata celtica per poi aprirsi in un arioso strumentale in cui il violino di Emily Albright “gioca” a rincorrersi con il sax di Greene e le tastiere di Sellers. Dalla metà in poi, invece, il brano diventa uno splendido ed ispirato jazz-rock.

“Fat, dumb and happy” è un divertente e disinvolto pezzo che la band inserisce subito dopo, mentre la successiva “Covered in grit” è “funkeggiante” con tromba e trombone (un po' à la Chicago” in primo piano con la voce della Albright.

Notevole anche un altro strumentale, “Exit strategy”, in cui emergono le doti del chitarrista Jay Montana su un tessuto jazz-rock.

Sempre altissima la qualità pure in “Summer, 1995”, la traccia più lunga del cd, che si muove inizialmente languida, assecondando la voce della Albright, tra sax soffuso e ritmica appena accennata, per poi crescere in una sorta di jam collettiva di gran gusto. Carina, nulla di più, “High school reunion” con un, comunque, pregevole assolo di sax. L’album termina, poi, con la piacevole title track.

Al solito, i Tautologic ci regalano un lavoro decisamente coinvolgente, intrigante, vario e sorprendente… non possiamo fare a meno di riascoltarlo…