La Junta Escondida - Iracundo

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Athos_Enrile

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La Junta Escondida IracundoPromu Label, 2021

 

 

 

L’album che mi appresto a commentare non rientra nella cerchia dei miei usuali ascolti e questa premessa serve solo a sottolineare che, non essendo un esperto del genere, non sono in grado di fornire particolari che solitamente sono afferrati al volo da chi si muove a proprio agio in questo particolare mondo sonoro, fatto di musicisti, ascoltatori e ballerini.

Nondimeno riesco ad apprezzare tutta la musica che, secondo i miei criteri, possa essere denominata di “qualità”.

L’età che avanza aiuta una operazione del tutto naturale che permette la sostituzione della rigidità giovanile a favore di una maggior apertura mentale e l’esercizio di onestà intellettuale, quando esiste, completa l’opera.

Potrà quindi avere una valenza il punto di vista “vergine”, del profano in tema specifico, di colui che prova emozioni e cerca la condivisione, avendo bene in testa che “… parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi…”.

Ma sveliamo l’arcano, nella fattispecie un album intitolato “IRACUNDO” dell’ensemble LA JUNTA ESCONDIDA, che rilascia il primo disco ufficiale attraverso l’etichetta Promu Label.

Il gruppo è composto da:

Giampaolo Costantini-bandoneon

Leonardo Spinedi-violino e chitarra

Franco González Bertolino-viola

Riccardo Balsamo-pianoforte

Hector Faustini-contrabbasso

Le indicazioni che derivano dalla lineup ci portano in ambientazione classica, tra archi e solennità strumentale, quella in cui La Junta Escondida si troverebbe a proprio agio, indipendentemente dalla musica di riferimento, ammesso che parlare di “etichette” possa ancora avere un senso.

Ma la proposta è mirata, incentrata sul TANGO, un genere che tutti, ma proprio tutti, conoscono, anche chi non ha mai bazzicato una milonga o non si è mai trovato a contatto con gli aspetti più aulici legati a proposizioni meno popolari.

Nell’immaginario collettivo il tango è danza, festa, passione, eleganza, azione scenografica, contatto fisico, filosofia di vita, un modo di essere e si può affermare che siano note a tutti le origini argentine di un’espressione popolare e artistica che è diventa cultura  espandendosi in ogni luogo.

L’ascolto di IRACUNDO permette di viaggiare, di oltrepassare oceani e vette montuose, visualizzare un altro mondo in tempi in cui le note costrizioni ci hanno permesso di volare solo se dotati di fantasia e propensione al sogno; ma uno dei mezzi più potenti per stimolare la dinamicità è proprio la musica, attraverso la quale le barriere spaziali e temporali si sciolgono come neve al sole.

La Junta Escondida ha utilizzato il tempo di inattività live per far opera di sperimentazione e ricerca e il paradigma derivante è racchiuso nelle loro parole:

“Con Iracundo abbiamo voluto urlare il bisogno di fare un tango diverso, pur rimanendo fedeli allo stile, abbiamo urlato il bisogno di uscire da qualcosa pur rimanendoci dentro, reagire in maniera decisa al tempo che viviamo, provando ad alzare la voce da una realtà fortemente fossilizzata ed etichettata.

Molti sono gli stereotipi e le definizioni attribuite al tango da almeno un secolo a questa parte. Tutte vere e tutte false allo stesso tempo. Alcune poetiche, altre meno, alcune serie, alcune ridicole. La realtà è che una forma artistica non si può ingabbiare nel recinto di un’unica definizione. Nel momento in cui lo facciamo la soffochiamo e ci priviamo noi stessi della possibilità di capirne l’evoluzione. Quante volte ci è stato chiesto cosa è il tango… Più passa il tempo e più la risposta migliore è “per fortuna ancora non lo so”. Può essere una tela, un melodramma, un pensiero, può essere odio, amore o ira, ma è comunque sempre lo spirito dell’interprete”.

 

 

Sono 10 le tracce che fanno parte dell’album, per un totale di quasi 48 minuti di grande musica…

1.     NOSTALGICO - 3.27

2.     MATO Y VOY - 3.58

3.     VIEJO BARRACAS AL SUR-3.00

4.     SOLEDAD-7.46

5.     TANGO-3.37

6.     CONCERTO PER QUATTRO VIOLINI-3.40

7.     CONCIERTO PARA QUINTETO 9.21

8.     CORALLERA-2.19

9.     I AMIGO CHOLO-4.13

10. ADIOS NONINO-8.17

La perlustrazione degli anfratti sonori è al contempo un omaggio/celebrazione verso autori di riferimento, come si evince dal comunicato ufficiale:

Julian Plaza, Ernesto Baffa, Hector Mele, Anselmo Aieta e Atilio Stampone, passando sorprendentemente per Antonio Vivaldi e Igor Stravinskij, fino ad arrivare al più grande e innovativo esponente del genere, Astor Piazzolla, nell’anno in cui ricorre il centenario della sua nascita.

Personalmente sono rimasto molto colpito dalla bellezza “estetica” di un progetto davvero unico e sono testimone del fatto che certe atmosfere sofisticate (nel senso della produzione mai banale e frutto di lavoro e sperimentazione), quelle che purtroppo arrivano soltanto ad una nicchia di appassionati, possano dare benessere - fisico e spirituale - anche nei momenti apparentemente meno adatti, quelli in cui non si ha a disposizione la stanza in cui ci si può isolare dal mondo, l’impianto stereo giusto, magari la compagnia corretta.

Luogo comune vuole che certa seriosità propositiva debba avere spazi e momenti deputati, ma ciò che La Junta Escondida realizza con questo progetto rappresenta un’alchimia, un modus magico che potrebbe attecchire ovunque… in un teatro ammutolito, in una balera affollata, in una stanza protetta, su di un marciapiede trafficato.

Al di là delle motivazioni del quintetto, alcune probabilmente molto tecniche, esiste la risposta di chi riceve, di chi interiorizza, elabora e reagisce, mentre la memoria propone immagini a getto continuo spinte dai ricordi potenti stimolati da note che sembra siano dotazione personale di ognuno di noi, sino dalla nascita.

Le grandi skills di questa band sono una garanzia, ma da sole non potrebbero giustificare tale risultato.

A seguire propongo un video significativo e, successivamente, la possibilità di ascoltare l’intero album nonché il concerto di presentazione del progetto, quindi tutti gli elementi oggettivi per una valutazione in proprio.

Una musica ideale, anche, come colonna sonora da film e, per molti ascoltatori antichi, probabile tessera del puzzle della vita.

Qualche lacrimuccia mi è scesa… vorrà pur dire qualcosa!

 
 

Il disco è stato presentato in anteprima in diretta streaming dal Teatro dell’Unione di Viterbo.

Il concerto è fruibile cliccando sul sito MUSICA DI RAI CULTURA

 

Link e contatti:

Ascolta l’album su Apple Music

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