OFFICINA F.LLI SERAVALLE - BLECS

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Scritto da: MAT2020

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Autore: Andrea Pintelli

 

officina flli seravalle blecsLizard Records, 2021

 

 

 

Partendo dal presupposto che nulla è iniziato e niente finirà, ma che il Tutto è soltanto in continua evoluzione (poi capirete il/i perché), piace dover parlarvi dell’Officina F.lli Seravalle, gruppo friulano giunto al terzo lavoro dal titolo “Blecs”.

Questi artigiani del saper fare creano musiche dal deciso sapore psichedelico, in parte sperimentale ma con un forte ancoraggio nel groove. Musica per la mente e per il corpo quindi, che prende vita da ogni impressione o stimolo passi nei paraggi dei due musicisti.

È musica eterogenea, mai disposta a riposare su posizioni acquisite, dallo stile volutamente zigzagante. Niente linee predefinite qui, ogni impulso all’operare è accolto e trasformato in musica, ogni sensazione diventa occasione per un viaggio sonoro. È musica officinalis, dotata di proprietà terapeutiche, cura contro le derive logoranti della vita quotidiana. Non c’è bisogno di chiedersi perché, basta ascoltarla.

La band prende le mosse dalla pubblicazione da “Assurdo”, al momento l’ultimo capitolo discografico della storica band Garden Wall oltre che dalla comune partecipazione al Cd “James Frederick Willetts” (dell’omonimo progetto in cui i due sono affiancati dal chitarrista Andrea Massaria e dal filosofo Raoul Kirchmayr).

I fratelli cominciano a lavorare come duo nel 2017 e giungono all’esordio discografico, per Zeit Interference, succursale avantgarde di Lizard records, l’anno successivo con “Ûs frais cros fris fics secs” che riceve ottime recensioni e suscita un certo interesse presso gli ascoltatori pronti a mettersi in gioco e animati da curiosità per qualcosa che vada al di là dei clichè che infestano ormai i generi musicali. L’anno seguente il duo bissa con “Tajs!”, un’opera che amplia ulteriormente il loro suono e incrementa il loro seguito.

 

 

E ora “Blecs”, per l’appunto. Ogni azione che abbia a che fare con l’espressione, dunque l’arte in primis, tende a rammendare le ineludibili falle che si aprono nella parabola di ognuno. La parola friulana “blec” indica appunto il rattoppo. Si tenta di chiudere le voragini, le epifanie del caos che alla fine conseguiranno l’inevitabile vittoria. L’arte come “blec”, qualcosa di intrinsecamente temporaneo, fugace, caduco, mentre nuove, imprevedibili crepe si aprono nel muro. La musica come antidetonante, effimera misura di contrasto alla muta esplosione. L’entropia, verme del tempo che corrode la materia, sbaraglierà ogni futile resistenza, sfonderà ogni barriera, dilanierà ogni risibile tentativo umano di comporre lo strappo, di assicurare durata, di superare il tempo. Non ci restano che i “blecs” cui attaccarci per garantirci ancora il respiro.

Tutte le copertine dei dischi sono quadri del padre dei due, l’artista Giovanni “Ninos” Seravalle, che apportano una dimensione visiva alla loro musica.

L’apertura è “Imprevisto cristallo”, espansione in assenza di gravità, vicina al messaggio di Klaus Schulze, punteggiata da soffuse gocce di futuro. Ritmo-non-ritmo, tratteggia un’intera filosofia.

“Shady business”, minacciosa al punto giusto, è ingrediente e condimento, un’isola dove i contrappunti sono gli alberi più grandi e rigogliosi. Volutamente sghemba, parte dalla parte oscura di ognuno di noi, per essere vista come tutt’altro, nella morsa ansiosa della giostra dagli specchi deformanti.

“Digital panoptikon”, loop vorticoso dall’infinito groove, messaggio di prigionia al cospetto del grande occhio, noi (tutti) costantemente controllati, scelti, rimossi, nuovamente aggiunti. Pazzia d’oggigiorno? No, semplice vita non scelta, col blando pensiero di esserla.

“Luce scettica”, armonia, tregua, riflessione. Scettica e asettica luce malfidente. Perpetuo orizzonte temporale dalla spinta propulsiva, che si estingue quando lo si intende come miraggio.

“Doppelganger”, ossia quel fenomeno esoterico corrispondente all’alter ego che abita in ognuno di noi. Decidiamo di escluderlo o non possiamo farlo? Possiamo eluderlo oppure ne siamo inconsciamente succubi? Ci fa paura o ci rafforza? Un pozzo di risposte è lì ad aspettarv(c)i.

“Posto di blocco”, incubo che fa della contemporaneità il fulcro del problema. Schedulati e (raf)fermi, camminanti stando fermi, propagati nell’oggi da un altrove che presto conosceremo. Nulla inizia, niente finisce (riferimenti d’altrove). “Of rain, elder, crickets and breaths”, la Natura che esplode nella sua eterna primavera. La nostra natura che implode nella sua continua distrazione. Note d’orgoglio risibile per chi si crede invincibile, soffi di opaca gioia indotta.

“Due di notte”, situazionista, sospesa, eterea. Istantanea d’un attimo ch’è già immagine.

“Angelus novus”, celestialmente sinistra, sospettosa senza speranza, figlia della decostruzione della materia. Ringhiante nella sua applicazione. Siamo già angeli, siamo già demoni?

“Exp 221”: difficoltà nel riconoscere la variabile come esponente. Paradigma d’esistenza, che pone il dover essere sempre più impegnati nel guardarsi le spalle. E non solo. Quindi, il non vivere, ma il sopravvivere.

“S=k logW”, in opposizione e in aggiunta a quanto prima dedicato, qui è la costante di Boltzmann ad essere musicata. È una costante dimensionale che stabilisce la corrispondenza tra grandezza della meccanica statistica e grandezze della termodinamica. Oggi questa costante è rappresentata dai “Blecs”, per arginare l’affondamento della barca in cui siamo stati messi, senza accorgercene. Abile malvagità che alberga ovunque.

Orbene dunque, non si tratta di un ascolto semplice, ma nemmeno di un messaggio così negativo. L’Officina F.lli Seravalle, in quanto arte, segnala, rappresenta, pone. C’è di che riflettere, a patto che non siate dubbiosi di voi stessi.

 

 

ALESSANDRO SERAVALLE electric guitar, baritone electric guitar, e-bow, guitorgan, fx pedalboard, electronics, lead vocals, objects, piano, synths, samples.

GIAN PIETRO SERAVALLE rhythms, piano, electric piano, synths, bass synths, frequency generator, vocal synthesizer, glitches, “Digital panoptikon” lyrics.

Ospiti:

SIMONE D’EUSANIO electric violin on “Shady business”.

ANDREA MASSARIA guitar and fx pedalboard on “ Of rain, elder,

crickets and breaths” and “S=k logW”.

ALESSANDRA RODARO french horn on “Luce scettica”.

PAOLO VOLPATO lead guitar on “Posto di blocco”.

MIXED BY Gian Pietro Seravalle at Gps Studio, Cervignano del Friuli

MASTERED BY Francesco Marzona at Birdland studios, Udine

PAINTING BY Giovanni “Ninos” Seravalle

ARTWORK AND BAND PHOTO BY Giulio Casagrande