David Sylvian - Manafon

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Nik

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david_sylvian_manafon.jpgSamadhisound 2009

Quasi disagiato, staccato da terra, dedicato a “tutti coloro che hanno suole di vento”, così si presenta l’ultima fatica, Manafon, del folletto David Sylvian.

Dove si trova Manafon, forse nella mente dello stesso Sylvian, forse nel bosco del cerbiatto in copertina.
Sì proprio nel Galles, in Gran Bretagna  un piccolo paesino di nome Manafon, dislocato, aperto all’imprevedibile cosi come le 9 tracce dell’album. Voce intensa che si impone e assenza totale di melodia, un free rock, pop (o che cosa?) che non si accontenta di esagitare gli animi, fatto di suoni, rumori, tagli nel sottofondo musicale. Un disco forte, prodotto, registrato, editato e scritto dallo stesso Sylvian. Questa volta, al contrario di Blemish,  si lascia accompagnare da più musicisti, che improvvisano suggestionati dalla voce creando partiture sonore vorticose e aperte a cogliere l’evento. Il ritmo e le percussioni sono assenti, forse ingoiate dalla lepre (o coniglio) che lo stesso Sylvian cattura nella seconda di copertina. Il suono è o procede per sbalzi e rottture: a volte accompagna distrattamente la voce dell’ex componente dei  Japan. Un disco maturo fatto per dire qualcosa di non facile fruizione. Sylvian abbandona, ma lo aveva fatto già con Blemish, ogni tentativo di fare del pop per porsi nell’ambito del jazz, dell’avanguardia, dell’eletronica, un incontro scontro, una dialettica difficile che produce un forte rumore quando cade nei territori dell’inesplorato.

Da acquistare senza riserve.

1-Small Metal Gods, 2-The Rabbit Skinner, 3-Random Acts of Senseless Violence, 4-The Greatest Living Englishman, 5-125 Spheres, 6-Snow White in Appalachia, 7-Emily Dickinson, 8-The Department of Dead Letters, 9-Manafon

Musicians

David Sylvian: vocals, acoustic guitar, keyboards

Burkhard Stangl: guitar

Keith Rowe: guitar

Werner Dafeldecker: acoustic bass

Michael Moser: cello

Marcio Mattos: cello

Christian Fennesz: laptop, guitar

Toshimaru Nakamura: no-input mixer

Otomo Yoshihide: turntables

John Tilbury: piano

Evan Parker: saxosophone

Joel Ryan: live signal processing

Franz Hautzinger: trumpet