ANSIRIA - Il vuoto e la sua vanità

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Athos_Enrile

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Afrakà records - Full Heads, 2011

 

Il vuoto e la sua vanità” è il primo album di ANSIRIA, band napoletana di cui fornisco indicazioni a fine post.

Sono arrivato a questo album attraverso Irvin Vairetti, leader del gruppo, ma anche membro dei mitici Osanna, assieme a Nello D’Anna. Conosco personalmente entrambi e quindi l’ascolto è stato una logica conseguenza.

Da queste prime righe è facile capire di come io stia scrivendo di giovani, ma esperti musicisti, che hanno la fortuna e la capacità di partecipare ad un progetto complesso, in ambito progressivo, ma che al contempo cercano una via personale, cercando di far coesistere proposte di qualità, ma certamente con differenti tratti caratteristici.

Quando Irvin mi parlò de “Il vuoto…” si premurò di avvisarmi delle diversità, tra l’album e la musica che, un paio di anni fa, mi aveva portato a conoscerlo.

Beh, i binari della musica viaggiano paralleli quando in comune c’è la qualità, e non il genere proposto!

Undici tracce di cui dieci inedite (“l’Uomo” è l’omaggio agli Osanna), cantate per dieci undicesimi in italiano. Nell’intervista a seguire molti risvolti reconditi vengono a galla, così come le motivazioni guida del progetto.

Oltre agli ottimi musicisti della band, il “disco” vede la partecipazione di illustri ospiti come Lino Vairetti (Osanna) / Raffaele Giglio (The Gentlemen’s agreement) / Max Fuschetto / Adriano Rubino (Inner City Affair).

Il comunicato stampa ufficiale parla di “nuovo rock d’autore”, ma al di là delle etichette direi che è un disco piacevole e completo, laddove il “piacevole” è rivolto alla forma canzone, che non richiede l’assoluta concentrazione che spesso caratterizza certi ascolti; il termine ”completo” associa invece la “facilità di fruizione” a trame musicali difficili e piene di momenti “rock”, con i testi di Irvin incentrati sul quotidiano, trattati con grande sensibilità, ma con un’attenzione inusuale all’utilizzo della parola, in una sorta di dimostrazione di bravura che, a memoria, non rilevo da molto tempo. E’ bene ricordare che la lingua italiana, applicata alla musica, presenta difficoltà espressive che possono far perdere i veri significati, quando si esce dal circolo chiuso “cuore-amore”.

Ma l’album “numero uno”è paradossalmente un primo bilancio di vita, contenitore in cui si esprimono e si amalgamano le esperienze pregresse, anche se si è giovani, e stupisce la maturità di questo album che, potenzialmente, poteva seminare qualche tranello “auto celebrativo”.

Il gusto della melodia, molto italiano, ma soprattutto napoletano, risulta evidente, e anche in questo riesco a vedere un discreto link con la musica prog, altra anima del gruppo (o almeno parte di esso), non dimenticando che il lato più gradevole della musica progressiva è quello che unisce la complessità delle composizioni ad atmosfere melodiose.

La musica rock fa da contorno a messaggi “pesanti” nella sostanza, e nobili nella forma… Ansiria da osservare da vicino!

 

L’INTERVISTA

 

Ho letto la derivazione del nome “Ansiria”, ma… qual è la vostra fissazione, il vostro capriccio musicale?

 

La fissazione sta proprio nella volontà di esprimersi a tutti i costi attraverso la musica. Sembrerà banale, ma tra le mille difficoltà economiche, organizzative e promozionali che ci troviamo ad affrontare quotidianamente, sentiamo la necessità di affermare questo nostro “capriccio” come valvola di sfogo dei nostri pensieri e delle nostre sensazioni sul mondo e su ciò che ci circonda.

 

Sempre restando in tema “definizioni”, cosa vi ha portato al titolo “Il vuoto e la sua vanità”?

 

Innanzitutto è un frammento del testo di uno dei brani “Riuscirò”. Diciamo che nei testi in generale è presente una visione della realtà e della società a cui apparteniamo, che vediamo un po’ in conflitto tra innumerevoli contraddizioni, e dove chi vuole realizzare un obiettivo così semplice come il volersi esprimere liberamente è invece condizionato da un omologazione culturale che impone quasi la scelta di adattarsi a degli stereotipi “vuoti” di senso, ma contemporaneamente densi di un appariscenza (la vanità appunto) che distrae dai contenuti.

 

Sono abituato a vedere te e Nello in un contesto diverso dove, musica a parte, esistono liriche che arrivano dal passato e che avete ereditato. Che valore ha il potersi esprimere attraverso testi che rappresentano il vostro pensiero e non quello di altri? Credete nel messaggio portato attraverso le parole musicate?

 

Diciamo che gli Osanna hanno portato avanti sempre un messaggio sia musicale che testuale molto innovativo rispetto ad altri gruppi a loro contemporanei, che invece viravano verso intellettualismi e sofisticazioni musicali troppo fini a se stessi, a mio giudizio. Credo che questo abbia contribuito a rendere gli Osanna ancora attuali nella comunicazione e noi “nuove leve” ne riusciamo a condividere con convinzione il messaggio. Testi esistenzialisti come l’Uomo (non a caso scelta nel disco come cover/omaggio ai nostri Osanna) non hanno tempo e li può sentire propri un diciottenne come un sessantenne. I testi degli Ansiria, da un lato, ereditano la volontà di riflettere profondamente e senza condizionamenti, dall’altro, sono orientati su una strada propria molto più metaforica che diretta. Siamo sempre alla ricerca di un modo diverso di dire le cose (che chiaramente può piacere o no), che non è artificio, ma è un ulteriore modo di rappresentare se stessi… quindi, sì, ci crediamo molto nel messaggio portato avanti attraverso le parole musicate!

 

All’interno dell’album esistono due atti differenti: l’omaggio agli Osanna e un brano in inglese. Come si inseriscono nel progetto?

 

Sono entrambi mondi musicali a cui ci sentiamo legati. Un po’ tutto il disco è caratterizzato da una marcata eterogeneità, voluta sia per rappresentare le diverse anime che ci hanno ispirato, che per una scelta provocata dalla stanchezza che ci procurano gli ascolti di dischi troppo uguali dall’inizio alla fine.

 

”Il vuoto e la sua vanità” poteva nascere solo a Napoli o è indipendente da quel particolare tipo di cultura?

 

Non so risponderti con certezza. Da un lato, i nostri ascolti sono un po’ “esterofili”, dai Radiohead ai Motorpsycho, dagli Air agli Elbow, dai Blonde Redhead ai Fleet Foxes e chi più ne ha più ne metta, ma dall’altro lato tutti i messaggi musicali e le diverse ispirazioni sono filtrati attraverso uno stile interpretativo che caratterizza noi napoletani, meno razionale, ma spesso più profondo.

 

Quanto sono serviti i consigli di Lino Vairetti, sia in fase di progetto che di realizzazione?

 

Lino ha cercato di condizionarci poco o nulla. Ha desiderato che questo progetto potesse esprimere liberamente un’altra parte di noi. Le sue riflessioni sono giunte paradossalmente a lavoro finito e stampato e lo considera elegante e con delle belle canzoni emozionanti. Ciò che non ha condiviso è la scelta (un po’ inglese) di tenere la voce troppo dentro in alcuni mix... fortunatamente ne “L’Uomo” l’abbiamo ben messa in risalto... eh eh eh eh!

 

La strada da percorrere con “Ansiria” può viaggiare su di un binario parallelo a quello degli Osanna o c’è il rischio che si possa arrivare a qualche divergenza?

 

Penso che musicalmente si debbano fare delle scelte precise e coerenti con il proprio modo di essere. Negli Ansiria diamo sfogo ad un’altra parte della nostra sensibilità musicale e ciò può soltanto contribuire positivamente a vivere tutti i progetti di cui facciamo parte, con più serenità perché pienamente appagati. Viceversa gli Osanna sono una parte fondamentale di noi a cui non vorremmo mai rinunciare. Nella pratica basta sapersi organizzare e credere in un progetto più ampio che sia contenitore di varie espressioni musicali tra di loro contigue e coerenti. Poi di esempi del genere te ne potrei fare tanti, ad esempio: Thom Yorke dei Radiohed con gli Atoms for Peace e il suo progetto solista; ancora Eddie Vedder dei Pearl Jam e il suo progetto solista; restando in Italia Samuel cantante sia dei Subsonica che dei Motel Connection, e la lista potrebbe continuare!

 

Ma… come nasce la band? Vecchi amici o musicisti che si cercano in funzione dell’obiettivo?

 

Io e il chitarrista, Pasquale Capobianco, suoniamo e scriviamo canzoni insieme da più di dieci anni; diciamo che siamo diventati ormai inseparabili sia come amici che come musicisti. Il progetto lo abbiamo poi condiviso dal 2007/2008 con Nello D’Anna e con Marco Caligiuri (a cui è subentrato poi Andrea Paone), amici importanti e musicisti con cui abbiamo scelto di fare un percorso insieme.

 

Come è avvenuta la scelta degli special guest?

 

Scelte di stima e di affetto. Lino non poteva mancare proprio per rappresentare quella voglia di creare un ponte tra gli Osanna e gli Ansiria e con “L’Uomo” abbiamo trovato un terreno musicale comune. Max Fuschetto all’oboe ha scritto con noi i brani in cui è ospite ed è un importante riferimento nella nostra storia musicale. Raffaele Giglio è cantante di una band molto interessante (The Gentlemen’s Agreement) e lo abbiamo coinvolto in un brano che è molto vicino alle sue corde. Infine, Adriano Rubino, oltre ad essere un altro caro amico è un musicista di grande sensibilità e ha dato un colore giusto con il flicorno ad una parte strumentale in Everything.

 

Immagina il futuro di Ansiria nei prossimi tre anni.

 

Innanzitutto immagino… anzi sono certo che gli Ansiria continueranno ad esistere e produrre nuova musica (abbiamo già in cantiere un bel po’ di brani). Spero che la dimensione live sia sempre più protagonista perché è il momento in cui si avvertono le sensazioni più forti e stimolanti. Quindi immagino tour no-stop tra Osanna ed Ansiria, ipotizzando anche qualche show in cui ci sarà una continuità tra le due band. Nel frattempo Lino è spesso ospite dei nostri concerti, in cui dedichiamo, oltre l’Uomo, un omaggio agli Osanna con “Vado verso una meta”, “In un vecchio cieco”, “Lady power” e altri brani.

Membri
Irvin Vairetti: voce e chitarra
Pasquale Capobianco: chitarra
Nello D'Anna: basso
Andrea Paone: batteria
Marco Caligiuri: batteria
Alfonso La Verghetta: sound engineer

Etichetta discografica
Afrakà records - Full Heads
Biografia
Band napoletana di rock d'autore composta da Irvin Vairetti (voce, chitarra ritmica e piano) e Nello D'Anna (basso), membri della nuova formazione Osanna, Pasquale Capobianco (chitarra solista) e Marco Caligiuri (batteria). Il nome della band nasce dal termine napoletano 'nziria ovvero il capriccio, la ‘fissazione’, ma anche il voler comunicare il proprio modo di essere e di sentire il mondo attraverso la musica.
Gli Ansiria hanno collaborato in diversi ambiti musicali e teatrali con artisti di...
Contatto stampa
Carmine Aymone (Afrakà Records) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / In Event Comunicazione Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Sito Web
http://www.myspace.com/ansiria
http://www.ansiria.it