Kayleth - Rusty Gold

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: kent666doom

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(Self, 2010)

Voto: 75

Sole, cactus, una radio in sottofondo (non sembra yastaradio.com dall'accento) ed una motoretta. Sì presentano così i Kayleth, antica band del veronese, arrivati alla pubblicazione di un modesto EP dalla durata di 20 minuti, poco più. Eh sì, me la ricordo ancora quella sera dove venni in possesso di codesto disco. Ero al buon vecchio Sabotage Bar di Vicenza, troppo sobrio per quell'epoca, perchè volevo assolutamente assistere alla performance di questo rinomato gruppo che passava dalle mie parti. E come è tradizione ai concerti, ogni gruppo estremamente bravo, ha estremamente poco pubblico. In questo caso, avevano solo me. E non so se per premiarmi, o spinti dai miei complimenti, mi donarono questa loro prima fatica. L'EP pecca nella sua presentazione in busta ma controbilancia perfettamente con un vynil cd e un suond eccellente per qualunque appassionato dello stoner. Il disco alterna composizioni movimentate come la title-track, a brani di matrice più space-psichedelia, ad esempio la mia preferita “Old Man's Legacy“ e la opening-track, con il tutto reso più pesante da una spruzzata di doom classico qua e là. La produzione è calda e pulita, rendendo udibile perfettamente i singoli effetti che gli strumentisti ci propinano continuamente. Subisco sbalzi da assoli stuprati da wah, enormi riff flangerati e phaser sotto acidi. Anche il basso non scherza, alternando un fuzz selvaggio ad un clean delay, che ci immerge in un totale climax sotto l’effetto di peyote. La band mi disse che aveva pronto un altro EP che attendo ansiosamente, io continuo ad esortarli per la produzione di un LP e spero che prima o poi arrivi. Intanto vi consiglio molto, ma molto caldamente, di ascoltarli, e di andarveli a vedere dato che suonano raramente.