Cardiac - Contro l'Astuta Sublime Mancanza di Verità

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Mikmonta

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cardiac - contro l astuta sublime mancanza di verita(Autoprodotto, 2011)
 
Voto: 85

#PER CHI AMA: Post Punk, Psichedelia

 

I Cardiac sono relativamente giovani come gruppo (nati nel 2007), ma dietro questo nome si nascondo inquietanti musicisti che calcano le scene underground veronesi da svariati anni. Per non dire secoli... Lasciando da parte le cagate, oggi non vi racconto la storia di un gruppo, ma di un'idea. I gruppi si formano, si sciolgono, lasciano un segno indelebile nelle anime e poi svaniscono come acqua nel deserto. Le idee rimangono, vengono copiate oppure raccolte e coltivate, per farle vivere e sopravvivere nel mondo di mediocrità che imperversa, soprattutto nella musica. I Cardiac non andranno da nessuna parte (citando la loro biografia), ma sicuramente il viaggio e le persone che li accompagnano sono le cose che più importano. Questo EP raccoglie sei tracce dallo stile psichedelico, prog e post punk, con quel tanto di new wave che crea uno stile personale, elegante e aggressivo allo stesso tempo. L' artwork è tenebroso, il rosso sangue stacca dal nero tenebroso dello sfondo. La cura del suono è maniacale e la tecnica dei quattro musicisti è quanto di meglio si possa trovare oggi. Tutto inizia con "Vitriol", circa sei minuti di sgomitate distorte e ritmiche incalzanti che rincorrono la soave voce di Betty, alternando atmosfere claustrofobiche, urli a colpi di wah e stacchi puliti che fanno respirare l'ascoltatore tra un tuffo e l'altro. "Madre" inizia subito di slancio, con una trama basso-batteria studiata nel dettaglio, mentre la voce trasmette una nota infantile che scompare con l'entrata dei riff di chitarra per trasformarsi in un incidere lento e ansiogeno. L' EP si chiude con personale interpretazione "cardiaca" di Caldo dei Diaframma. Piccola chicca che insegna come si fa una cover senza cadere nel ovvio e lasciare il proprio marchio di fabbrica. Ottimo lavoro, da ascoltare con attenzione, come quando si ha un buon libro da leggere e tutto intorno deve tacere, per cogliere tutte le sfumature.