Alberto Radius e Ricky Portera - ... UNA SERA CON LUCIO

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Athos_Enrile

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radius porteraVideoradio, 2014

 

Metti assieme due virtuosi dello strumento - nello specifico la chitarra - aggiungi un copione consolidato, che si sviluppa su di un DNA rock, e il risultato non potrà che soddisfare tutti, in modo trasversale, oltrepassando nicchie e gusti personali: i due protagonisti a cui mi riferisco sono Alberto Radiuse Ricky Portera, dei cui ruoli e caratteristiche pare superfluo parlare anche se qualche distinzione di forma la si può azzardare.
Radius ha visto e cavalcato la storia musicale degli ultimi 50 anni, e credo sia ancor oggi un punto di riferimento per chi si avvicina allo strumento. Uno stile che ha fatto scuola, riconoscibile dopo poche note, per un artista che ha caratterizzato una buona porzione di anni ‘70 con la “sua” Formula 3. La sua storia è legata a doppio filo a quella di Lucio Battisti, con cui ha condiviso i più importanti momenti musicali.
Ricky Portera arriva dopo, cronologicamente parlando, ma riesce a lasciare un segno marcato, cosa non semplice se si pensa che il suo lavoro è un po’ più oscuro - per scelta o per carattere - e di fatto è più semplice identificarlo come “… il chitarrista di…”.
Anche per lui si parla di tecnica sopraffina con una capacità di stare sul palco che “trascina”.
La mia descrizione è ovviamente riduttiva, ma la necessità di sintesi mi porta a descrivere due virtuosi dello stesso strumento, con ruoli simili, capaci di compensarsi a vicenda; due vocalist, due amici che si stimano e… due uomini legati per la vita al nome “Lucio”.
Il “Lucio” di Portera ha ovviamente un altro cognome, quello di Dalla, artista con cui ha collaborato a lungo, diventando spunto di uno degli episodi musicali creati dall'artista bolognese, il brano “Grande figlio di puttana”.
Questa introduzione mi pareva necessaria prima di arrivare ad evidenziare l’uscita di un album il cui titolo è “… UNA SERA CON LUCIO…”. Che si tratti di  due ” LUCIO” differenti mi pare ormai chiaro.
Il disco credo abbia significati multipli: ci vedo dentro la voglia di omaggiare l’indiscussa qualità, fortificando la storia e sottolineando un rapporto di amicizia; sento anche l’esigenza di ridare una nuova veste ad un corpo antico, per gustare i risultati e testare le reazioni, utilizzando una tecnologia enormemente diversa rispetto al passato e fornendo al tutto uno spirito “duro” - ma melodioso - che mi pare una peculiarità, da sempre, di Alberto e Ricky; e poi capto la giusta ambizione di rimarcare che qualche goccia del mare dei  “LUCIO” è inequivocabilmente loro.
Ne escono fuori 12 tracce, equamente suddivise, dove trovano spazio creazioni personali e dove si ha occasione di ri-ascoltare la voce di Lucio Dalla (La sera dei miracoli).
Tutti gli ingredienti sono quindi disponibili e il prodotto dell’elaborazione ci rimanda a momenti totalmente nuovi, e ascoltare ad esempio L’ultima luna o Il tempo di morire con un’anima fortemente rock non lascia indifferenti.
Ma il “profumo” dei due “Lucio” resta per tutto l’ascolto, un retrogusto che fa piacere mantenere mentre ci si ben dispone verso la novità.
Ecco, la novità… è un gran bel vedere quando due musicisti maturi, seppur con gradazione diversa, conservano inalterato lo spirito innovativo e la voglia di proporre nuovi angoli di visuale, e se tutto questo emergesse correttamente, l’essere presi come esempio da parte delle nuove generazione, fornirebbe ulteriore valore aggiunto ad un lavoro come questo.
A me è piaciuto al primo ascolto, non ci ho pensato su, mi son lasciato andare e ho iniziato un viaggio, lungo e soddisfacente, anche doloroso, ma è questo il potere della Musica!
 
 
Dal comunicato ufficiale…
Alla registrazione hanno collaborato Clara Moroni (corista di Vasco Rossi) e Roberta Coppone in duetto con Ricky Portera in “Vita”. L’album contiene anche “La sera dei miracoli”, che contiene la voce originale registrata da Lucio Dalla. Il disco, uscito per l’etichetta Videoradio di Beppe Aleo, è stato prodotto e registrato da Ugo Poddighe agli UP Studios di Milano ed è distribuito da Self.