Cristiano Parato - Still

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Athos_Enrile

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Cristiano Parato StillVideoradio, 2015

 

Cristiano Parato ritorna all’uscita discografica (VIDEORADIO) con un album, Still, a cui partecipano ospiti di caratura internazionale, alcuni già consolidati - Mike Stern e Dave Weckl - e nuove entrate significative - Dennis Chambers, Ricky Portera, Luca Scarpa e Lele Melotti.
Con una simile squadra, al “servizio” del compositore Parato, qualsiasi approccio al suono diventerebbe sinonimo di qualità, ma occorre guardare oltre e cercare di scalfire la superficie, di penetrare un po’ più a fondo per cercare di comprendere l’idea, il percorso e la fase realizzativa.
Il protagonista è il basso, le cui peculiarità vengono messe in evidenza dall’autore, facilitato dal dream team.
Detta così la chiosa potrebbe prestarsi ad interpretazioni sbagliate, del tipo… esercizio di bravura, dimostrazione di tecnica, applicazione della tecnologia e molto altro ancora.
Un disco strumentale potrebbe anche essere tutto questo.
Ma la genialità e lo sforzo di Cristiano Parato si sintetizzano in quello che per me è un evidente contrasto, quello che porta a nascondere il personaggio -il basso elettrico- per esaltare il paesaggio, per raccontare storie, mondi lontani che prendono luce dai diversi generi musicali che attraversano le undici tracce che compongono Still.
Occorre rompere gli schemi e guardare ogni elemento da diversi punti di vista, e in questo caso troveremo che anche il basso può diventare narratore, proponendo, quasi in arpeggio, momenti intimi, conducendo imponenti attimi funky, percorrendo le vie del jazz, esplorando le etnie multiple, con un ruolo solistico.
Ecco il rovesciamento, condurre e non solo accompagnare, protagonista e non solo gregario, seppur di lusso.
Mi perdonerà Cristiano Parato per le mie divagazioni, ma la musica deve essere qualcosa di più di quello che ci troviamo, anche casualmente, tra le mani, e la sinossi del successo del “prodotto” risiede nella sua capacità di far scattare l’interattività, il dialogo tra autore e ascoltatore, ed io, col passare delle tracce, ho trovato il simbolo del perfetto concetto di “squadra”, dove lo stereotipo -la funzione tradizionale dello strumento- viene abbattuto, e dopo tanta fatica viene riconosciuto un ruolo e viene segnalata una strada con nuove possibilità.
E se questi miei concetti sono troppo personali, magari non condivisibili, è sufficiente lasciarsi colpire alla pancia da un ritmo e da un “canto” che possono tramortire e far sognare allo stesso tempo.
Il video ufficiale, che propongo a seguire, esemplifica, spero, il mio pensiero e chiarisce il tocco internazionale a cui accenno anche nell’intervista a seguire.
Lo studio, l’applicazione e il gusto di Cristiano Parato potevano portare ad un ottimo album… è uscito qualcosa di più, e sarà per tutti una piacevole scoperta.
 
 
L’INTERVISTA
 
Era la fine del 2011 quando, terminando la nostra intervista, ti chiedevo: “Prova ad esprime un desiderio musicale da realizzarsi entro il 2015”. Puoi tirare le somme di questi tre anni e mezzo fatti di musica?
 
Intanto è un piacere ricontrarti. Dopo l’uscita di “Riding Giants” devo dire che la mia carriera ha subito una svolta. Intanto parecchio interessamento da parte dei media, ma soprattutto da parte del  mondo musicale in generale, aziende, scuole, produttori e musicisti, quindi sono stati anni in cui ho suonato parecchio, ho svolto seminari in giro per l’Italia e ho collaborato con alcune aziende per lo sviluppo di nuovi strumenti. Ovviamente ho trovato anche il tempo di studiare, di comporre nuovi brani e di collaborare con altre situazioni, come ad esempio con i miei amici Riccardo Cherubini, Maurizio Vercon e Massimiliano Difraia, con cui ho pubblicato da poco l’album CBE Bros.
 
Come nasce “Still”? E’ rappresentativo di questo tuo momento di vita o riassume molto di più?
 
“Still” è nato quasi per caso. Inizialmente la mia intenzione era quella di riproporre brani vecchi in chiave nuova, ospitando tutti i grandi musicisti che in questi anni hanno collaborato con me. Infatti il titolo stesso “Still”, che tradotto vorrebbe dire ancora, sta a significare il ritorno della mia musica con i miei grandi amici. Poi grazie a Scott Henderson, ho conosciuto Dennis Chambers, e Beppe Aleo mi ha presentato Ricky Portera, e quindi ho deciso di allargare il parco ospiti e di scrivere nuovi brani. Posso affermare che “Still” rappresenta il mio attuale modo di fare musica ed evidenzia anche una grande maturazione che ha portato alla produzione, a mio avviso, di una ottimo album.
 
Sei solito circondarti di musicisti eccezionali, e questa volta, oltre a Mike Stern e Dave Weckl, già “ospiti” nell’album precedente, presenti altri artisti illustri - Dennis Chambers, Ricky Portera, Luca Scarpa e Lele Melotti. Come è nata la squadra?
 
Come già detto in precedenza, per Dennis Chambers devo ringraziare Scott Henderson che avrebbe dovuto suonare anche lui due brani, ma reciproci impegni lo hanno impedito. Ho conosciuto Dennis a Milano, poi, trovato l’accordo sono volato a Baltimora dove abbiamo registrato tre brani. Ricky Portera si è avvicinato al progetto grazie al mio discografico e amico Beppe Aleo, dell’etichetta Videoradio. Ricky è stata forse la sorpresa più piacevole dell’intero progetto. Questo nuovo lavoro è stato registrato e missato all’ Only Music Studio di Carlo Miori, e proprio qui ho conosciuto Luca Scarpa, grande musicista, sicuramente un valore aggiunto che ha portato qualcosa di nuovo al mio già consolidato sound. Ovviamente per questi immensi musicisti non è stato un problema integrarsi con il resto della squadra.
 
Il video di presentazione è stato realizzato a New York: luogo più affascinante di altri o ulteriore tocco di internazionalità?
 
Personalmente ho un grande legame con New York, perché in questa città meravigliosa ho conosciuto grandi musicisti, suonato e ovviamente registrato con Mike Stern. Quindi il video voleva essere oltre ad una testimonianza importante, anche un omaggio ad una città che per la musica rimane un punto di riferimento. Oltretutto i ragazzi della Liuteria 3G di Modena, con cui ho collaborato alla progettazione del basso protagonista del video, The Sniper Bass, conoscevano Luca Campanale, che ha filmato ed editato il video. Luca vive a Brooklyn, quindi è stato tutto più semplice.
 
Mi è capitato negli ultimi tempi di ascoltare album di bassisti che provano a fare evolvere lo strumento e a rompere gli schemi tradizionali: qual è secondo te la potenzialità, ancora inespressa, dello strumento?
 
Il basso elettrico è uno strumento meraviglioso che grazie alla genialità di musicisti immensi come Jaco Pastorius e Stanley Clarke, ma non solo, ha raggiunto livelli di espressività che prima erano sconosciuti. Credo che le potenzialità siano ancora elevate grazie anche al lavoro tecnico sviluppato dalle aziende del settore. Ad esempio io collaboro da alcuni anni con Alusonic, un’azienda di Riccione che sta diventando grande grazie a bassi di altissimo livello costruiti con l’utilizzo dell’alluminio. Ennesimo esempio della qualità del made in Italy.
 
Live e Studio: dove trovi maggiore soddisfazione?
 
Come per tutti i musicisti, per me il live ha un sapore particolare, quello che esprimi dal vivo è una magia unica, ma devo dire che trovo maggior soddisfazione in studio. Mi piace sperimentare e arrangiare, e lo studio è il luogo dove passo la maggior parte del tempo,  per portare avanti il mio processo di crescita.
 
A proposito di “live”, come pubblicizzerai “Still”? Hai pianificato qualche data?
 
Oggi i canali per pubblicizzare un prodotto sono molteplici, questo è una caso in cui il web ti aiuta tantissimo, motivo per cui ho investito nella produzione di un video, che nella musica strumentale è un fatto abbastanza inusuale. Ovviamente sto preparando un progetto live per proporre “Still”, ma per ora non ci sono ancora date ufficiali.
 
Ancora una curiosità: vedi qualche spiraglio, qualche miglioramento, se ti fermi ad osservare il grado di salute della musica?
 
Ho pubblicato il mio primo album nel 1997, e già si sentiva parlare di crisi del settore. Credo che l’avvento del CD nei primi anni novanta avesse iniziato  il processo di caduta del mercato discografico, perché purtroppo tutto quello che è digitale e facilmente duplicabile e quindi la pirateria e la masterizzazione “casalinga” trovarono da subito terreno fertile. L’avvento delle nuove tecnologie ha portato ad un modo diverso di fruire la musica, ma soprattutto ha disabituato le nuove generazioni ad apprezzare i progetti nella loro completezza. Oggi più nessuno va a guardare copertina, libretto e credits, la gente scarica e ascolta solo quello che gli interessa. Credo che l’unica arma possa essere la qualità. Oggi è molto sviluppata la moda degli home studio, perché il digitale ha stretto la forbice tra studio professionale e amatoriale,  invece a mio avviso la differenza è ancora grande, e noi musicisti, per primi, dobbiamo far notare questa differenza con il nostro lavoro. Ad esempio, io ho deciso di eseguire il mastering di “Still”, allo Sterling Sound di New York, e devo dire che la differenza si sente.
 
 
Un po’ di storia tratta dal comunicato ufficiale…
 
Cristiano Parato, bassista compositore, grazie alle varie collaborazioni con musicisti di fama internazionale, oggi è considerato un bassista di riferimento. Ha iniziato a suonare il basso elettrico a quattordici anni, affrontando da subito studi di tecnica e di armonia, seguito dal suo insegnante storico, Marco Gallesi, ex Arti e mestieri. Innamorato della tecnica e musicalità di Jaco Pastorius, del sound dei Police e di tanti altri artisti come Stanley Clarke e Billy Cobham, è riuscito negli anni a creare un proprio stile e un modo molto originale di comporre ed arrangiare. Dopo un'esperienza come cantautore, nel 2006, è tornato prepotentemente allo studio del suo strumento seguendo master e clinic in giro per l'europa. Sono sei i suoi lavori discografici, ma i principali sono quelli editi da Videoradio, che Cristiano ha prodotto tra il 2009 e il 2015. "Ostinato Bass" vede la partecipazione del batterista italiano Lele Melotti e il grande chitarrista Scott Henderson. Segue "Riding Giants", in cui Cristiano duetta con due mostri sacri, Dave Weckl e Mike Stern. Nel suo ultimo lavoro, "Still", il nostro bassista raggiunge livelli elevati con grandi composizione ed esecuzioni magistrali, ma anche grazie ai sei ospiti di caratura internazionale quali Dennis Chambers, Ricky Portera, Luca Scarpa e i grandi amici, Melotti, Stern e Weckl. Per promuovere "Still", Cristiano ha prodotto e diretto il video musicale del brano "The Sniper", registrato nel novembre 2014 a New York. In questi anni si nota una grande crescita artistica grazie a importanti esperienze in studio ma anche grazie alle altrettanto importanti esperienze live, tra cui i concerti con Scott Henderson e Dominic Miller, mitico chitarrista di Sting. Grazie alle indubbie capacità tecniche all' esperienza didattica e di studio recording, viene sovente invitato a partecipare come docente ad eventi e seminari. Cristiano è autore e arrangiatore di tutte le composizioni contenute nei sei lavori discografici, e dai collaboratori più stretti, è apprezzato per la sua originalità.