The Chanfrughen - Shah Mat

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Scritto da: MAT2020

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Autore: Andrea Zappaterra

 

The Chanfrughen Shah Mat(Molecole Produzioni, 2015)


Shah Mat, Il secondo lavoro della band ligure The Chanfrughen (Felix Andrea Risso alla batteria, Manda Alessandro Bacher alla chitarra elettrica, Gianluca Guardone al basso e voce) - il cui titolo (in persiano "il re è morto") è ispirato al gioco degli scacchi e testimonia l'indole anarchica che attraversa tutti i brani - è stato realizzato grazie a una campagna Musicraiser e arriva a due anni dall'esordio “Musiche da inseguimento”. Il loro sound ispira sonorità seventies caleidoscopiche. La loro ragione sociale è nella New Orleans della Liguria: Andora.

Un disco registrato alla vecchia. Tutti in una sala, in presa diretta al Greenfog di Genova, senza cuffie con strumentazione vintage.

Otto tracce di un lavoro ancora più psichedelico che in passato, a conferma dell'evoluzione dei The Chanfrughen per questa nuova partita a scacchi contro il potere e le sciagure della vita. Rimane quella miscela esplosiva di rock settantiano, blues, accenni funk e folle attenzione alle liriche che è il loro marchio di fabbrica. Ma viene rincarata la componente lisergica del suono, anche grazie all'inserimento di elementi di tutto rispetto: Agostino Macor della prog band La Maschera di Cera e Emanuele Miletti al Sitar.
Del resto la Liguria è terra decisamente progressive, ma da questo luogo The Chanfrughen fuggono per intraprendere insieme a chi li ascolta un viaggio geografico e mentale in luoghi vicini e lontani, in paradisi terrestri come, appunto, il “Belize” e in terre misteriose come Samarcanda (la title-track) ma anche negli animi di squallidi personaggi senza morale come il mercenario “Delle Fave” o l'egocentrico arrivista “Limonov” (dal romanzo di Emmanuel Carrère).
Esotiche sonorità arabo-indiane, scie cosmiche e visioni hendrixiane rilette con sorprendente gusto personale sono le caratteristiche che fanno apprezzare la musica dei Chanfrunhen, un crogiolo di influenze che darà il meglio di sé sul palco.

Shah Mat” ha insomma un animo visionario, ma le sue canzoni sono anche libertarie ed edoniste. “Con questo disco vorremmo far riscoprire la bellezza dell'inutile”, dicono The Chanfrughen.

I brani molto ritmati evidenziano le notevole qualità tecnica del gruppo con veri e propri virtuosismi strumentali. I testi risultano un pò in secondo piano non perché privi di spessore (anzi molto ricchi e ricercati con citazioni, aforismi, eufemismi) ma perché sacrificati al contesto musicale molto più intenso e predominante.

 
Tracklist:
1.      Voodoo Belmopan
2.      Beliza
3.      Parassiti
4.      Rhum, Spezie, Sciac Trà
5.      Shah Mat
6.      T.S.O
7.      Delle Fave
8.       Limonov
 
Fotografia di Paola Pietronave
 
Crediti
Alessandro Bacher: chitarra elettrica
Gianluca Guardone: voce, basso
Andrea Risso: batteria
Agostino Macor: synth, clavinet, organo, rhodes, mellotron
Emanuele Miletti: sitar
Registrato al greenfog studio di Genova da Mattia Cominotto
Original artwork Alessandro Bruzzone
Foto Paola Pietronave
 
La copertina
“Teniamo particolarmente all'originalità delle  nostre artworks – raccontano The Chanfrughen – la copertina è un collage, l'autore è  Alessandro Bruzzone, grafico genovese. Il riso è un elemento in riferimento alla leggenda sulla nascita del gioco degli scacchi”.
 
Link
 
Prossime date live:
27 marzo Giardini Luzzati, Genova
28 marzo Reasonanz, Ancona
31 marzo Marla, Perugia
1 aprile Ferro 3.0, Salerno