ADMX-71 - Coherent Abstractions

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Scritto da: DiegoDig

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ADMX 71 Coherent Abstractions[L.I.E.S., LIES067], 2015

 

ADMX-71 è l'alias che il pioniere newyorkese Adam Mitchell utilizza per le sue uscite più abrasive e distopiche.

In un momento storico in cui i dancefloors del sottobosco impazziscono per la contaminazione della techno con sonorità industriali, c'è una nuova generazione di bedroom producers che inonda il mercato con prodotti di qualità alterna, che spesso non fanno altro che riproporre con scarsa originalità tutto ciò che gruppi come i Leather Strip hanno già fatto negli anni ottanta. The Redacted Files, l'ultimo EP di Adam X uscito su L.I.E.S., si era già presentato alle orecchie degli appassionati come un lavoro di a suo modo raffinata EBM in slow motion, dal sapore vagamente catastrofico e paranoide: l'esperienza maturata da Mitchell come produttore si è fatta valere, mostrando al pubblico che esiste una via per attualizzare l'industrial dance senza scimmiottare necessariamente i grandi del passato.

Con Coherent Abstractions ADMX-71 sviluppa le intuizioni che erano in nuce nei lavori precedenti, riuscendo ad andare oltre il semplice esercizio di nostalgia e creando una vera e propria time capsule che fa rivivere all'ascoltatore il clima fervente dei primi anni novanta.

In questo full lenght sono presenti simultaneamente tutte le ragioni per continuare ad appassionarsi di musica elettronica nel 2015: ogni ascolto è potenzialmente un primo ascolto, cosa che rende abbastanza complicato il compito di formulare un giudizio univoco.

Virtuality Continuum mette subito in chiaro cosa ci aspetta per la prossima ora: l'atmosfera oscura porta subito alla mente un qualche horror cibernetico di vecchia data. La traccia è punteggiata da battiti abissali, intervallati da un suono che ricorda da vicino un respiro affannoso.

Una voce minacciosa introduce Arrival Into Uncharted Territory, che rimane sospesa tra una bassline claustrofobica e svolazzi in stile Drexciya. Quando la prima metà dell'album sembra un monumento al terrore in musica, ecco che Phenomenalist (che suona quasi come un offshoot di Artificial Intelligence) mostra come Mitchell sia in grado di attraversare i confini tra generi in modo sottile ed elegante, giocando con sonorità futuribili e quasi ambient.

Il pericolo sembra passato, ma veniamo braccati dalla spettrale ossessività dei synth martellanti di Conjectured State, ideale colonna sonora per un inseguimento all'interno di uno strettissimo corridoio. Adam X lavora come un bravo regista di gialli, alternando momenti di riposo ad istanti in cui è impossibile non ritrovarsi con il fiato sospeso.

Il capolavoro del disco è sicuramente Nearing Obliteration, che non è altro che un monologo delirante del producer affogato nel suono di un modem dial-up in fase di cortocircuito: un brano che è allo stesso tempo una punizione ed una delizia per l'ascoltatore più audace. Immediatamente segue Bound & Broken, dove Janina, la guest vocalist del disco, mette in scena uno psicodramma che trasuda minacciosa seduzione.

Il disco si chiude sulle note detroitiane di Mystical Ascent e MGM_41-85, che svelano un lato melodico di Mitchell tanto imprevisto quanto efficace, pur non rinunciando ad un armamentario percussivo implacabile.

È sempre piacevole imbattersi in album così ben costruiti, non c'è che dire. Ogni dettaglio di questo doppio LP è al posto giusto, la produzione è un perfetto bilanciamento di ritmiche distorte e suoni eterei.

Se dovessi indicare un album che compendi efficacemente quello che il mondo della techno (ma non solo!) può offrire ad un neofita, direi che questo Coherent Abstractions sarebbe la mia scelta sicura.