TEATRO E MUSICA: "La leggenda di Ernest Shackleton: l'eroe dei mari" al Porto Antico di Genova (2018)

Scritto da: cspigenova

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Fotografia di Giusi Lorelli

La prima volta che sentii parlare di Shackleton fu quando ascoltai Gommalacca di Battiato e mi imbattei nell’omonimo brano dedicato all’esploratore angloirlandese. Ricordo che andai a spiluccare qua e là tra le mie fonti (all’epoca solo cartacee) e la vicenda mi affascinò assai: una spedizione in Antartide tra mille peripezie. Agli estremi del mondo in maniera estrema: la nave Endurance che li molla, collassata in un pack, ed un equipaggio di 27 persone portato in salvo, nonostante la situazione disperata.

Shackleton era una sorta di divinità in terra, osannata per le imprese di mare, ma che ritorna “uomo tra uomini” quando deve operare scelte difficili.
Non è un caso che lo Shackleton rappresentato all’Isola delle Chiatte (Genova, Porto Antico) inizi proprio dalla citazione di una possente porzione del “canto di Ulisse” da La Divina Commedia di Dante Alighieri (Inferno, XXVI). Un’odissea in piena regola ma nel 1910.
Fotografia di Giusi Lorelli

Questo il magico contenuto (e contenitore) de La leggenda di Ernest Shackleton: l'eroe dei mari, regia di Luca Cicolella, interpretato a più voci da Igor Chierici e dallo stesso Cicolella, come sempre affiatati ed efficaci. La vicenda si snoda attraverso il racconto del fotografo di bordo Frank Hurrey, testimone diretto dell’evento, a cui si aggiungono altri personaggi.

Come accadde gli scorsi anni sia per La leggenda del pianista sull'oceano, sia per La leggenda di Moby Dick, i due attori hanno saputo calamitare l’attenzione emotiva del folto pubblico, ben oltre la suggestiva naturale cornice realistica (senti parlare di mare e sul mare ci sei). Da segnalare l’apporto coreutico e volatile di Ilaria Servi, con le sue acrobazie a sei metri da terra.
 
In tale contesto, centrali più che mai le musiche di scena composte a più mani da Lauretta Grechi Galeno, Edmondo Romano, da Kim Schiffo e dallo stesso Igor Chierici. La musica è sul palco rappresentata dagli interpreti e dai loro colori: i fiati di Romano, il violoncello di Schiffo e le elaborazioni vocali della Grechi Galeno, più alcune basi di corredo, risultano elementi fondamentali per conferire ulteriore risalto all’atmosfera antartica della scena.
Opera nell’opera, in quanto concept album simbiotico alla scansione drammaturgica del testo, ma, al tempo stesso, autonomo nel modo in cui narra con un'altra lingua la stessa storia. Almeno, questa l’impressione live; per il resto mi riservo di procedere in maniera più approfondita sui dettagli offerti da un ascolto diretto del CD. Affascinante anche il range stilistico, ben radicato nell’alveo di una contemporary music capace di sapere comunicare attraverso melodie raffinate, armonie pulite e dettati ritmici mai sopra le righe; si veleggia spontaneamente tra David Sylvian, Mike Oldfield, Alan Stivell, Brian Eno, John Cale, Jon Hassel e certi ricordi ambient della Windham Hill, senza escludere coloriture alla Pärt e attitudini interludiche alla Britten.
 
Capitolo conclusivo della rassegna musical-teatrale Sea Stories, La leggenda di Ernest Shackleton: l'eroe dei mari sarà on stage fino a lunedì 27 agosto 2018. (Riccardo Storti) 

Per info sul CD: scrivere qui.
 
Un assaggio musicale: 50 ruggenti