“2° ART IN PROGRESS EVENT TOUR in memoria di GREG LAKE“: il resoconto

Scritto da: Athos_Enrile

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Il 21 dicembre sono stato testimone di un evento straordinario, in uno scenario affascinante, nel periodo più coinvolgente dell’anno, questo per dire come gli ingredienti basici per la creazione di qualcosa da ricordare fossero tutti presenti.
La denominazione della manifestazione era la seguente:
 
“2° ART IN PROGRESS EVENT TOUR in memoria di GREG LAKE“
 
…prosecuzione ideale di quanto inventato da Paola Tagliaferro a Zoagli, nel 2017, in totale accordo con la Madrina Regina Lake.
 
Col passare del tempo a Regina si è unita parte della famiglia Emerson, e per la seconda volta nell’arco di pochi mesi abbiamo rivisto e ascoltato Ethan Emerson in concerto - giovanissimo nipote di Keith -, Aaron Emerson - figlio di Keith - accompagnato dall’intera famiglia, e a chiudere il cerchio Elinor, ovvero la signora Emerson.
Ciò che cercherò di fare non sarà il solito commento ad un concerto, con l’idea di sviscerare aspetti tecnici, ma mi limiterò al ruolo di mero cronista, aiutato da spezzoni video e da alcune fotografie catturate dal fotografo Angelo Ciani. Quello che mi preme evidenziare nel racconto è l’atmosfera in cui si è svolta una kermesse di alto profilo culturale, variegata, condivisa, espressione massima di un lavoro di squadra riuscito.
 
Certo che Didi Pasini Ciriani, appassionata di ELP, nell’occasione deus ex machina e motore della pianificazione, avrebbe potuto eliminare la pioggia… magari far splendere il sole e permettere una visita alle fortificazioni venete e napoleoniche della “città stellata”, ma a pensarci bene anche le condizioni atmosferiche erano parte del progetto… perché anche il Natale richiede un profilo adatto!
 
Ho citato Didi che, in collaborazione con il Comune di Palmanova, l’Accademia Musicale e la OWL Records, ha reso possibile momenti che difficilmente verranno dimenticati dai presenti, ma nel corso dell’articolo proverò a citare tutti quelli che hanno contribuito, nomi non necessariamente legati al mondo della musica, ma fondamentali per l’esito finale.
Il primo atto ufficiale della giornata prevedeva la presentazione in Comune di un libro appena uscito, “Emotion, Love & Power - L’epopea degli Emerson, Lake & Palmer” (Edition Chinaski), scritto da Fabio Rossi. Fabio è romano, e ha approfittato della trasferta per accumulare molteplici presentazioni e punti di incontro, tutti con notevole successo.
Un po’ di emozione nel proporsi ad un pubblico che prevedeva in prima fila le famiglie Lake/Emerson, ma il gioco domanda/risposta, intercalato dalla traduzione in inglese di Alexandra Siminica, ha funzionato ed è risultato efficace.
 
Per chi volesse approfondire e comprendere nel dettaglio il pensiero di Rossi, rimando alla nostra intervista di un mese fa.
 
Un breve frammento della presentazione:
 
 
 
 
A seguire un incontro interessantissimo denominato:
 
“Nulla muore, tutto si trasforma” - La filiera del legno del Friuli Venezia Giulia
Dalla distruzione delle foreste alla rinascita del legno in nuove opere.
 
Davanti ad un pubblico che via via aumentava il proprio interesse, Emanuele Bonora -rappresentante assessore foreste Friuli Venezia Giulia - ha guidato e incanalato le esperienze del Dott. “boscaiolo” Agostino Michielin - propositore di un parallelo interessante tra il legno dei suoi boschi e il vinile -, lo chef Stefano Basello - che prima a parole e successivamente con i fatti ha dato dimostrazione della sua geniale intuizione per far rivivere i boschi distrutti dal maltempo dello scorso ottobre nella zona della Carnia e Sappada, creare delle pagnotte di pane a partire dalla corteccia di abete -, e Walter Buiatti - imprenditore nel campo del legno (in particolare calzature) in un’azienda che ha più di cento anni (BUIATTI) - che ha messo in mostra le sue skills di stampo artigianale costruendo una chitarra semi-acustica ricavata da un pezzo unico di legno, strumento regalato ad una entusiasta Paola Tagliaferro. Anche di questa “consegna”, e di un conseguente test, esistono tracce video:
 
 
 
 
Saltiamo le convivali libagioni e gli atti personali pomeridiani e trasferiamoci direttamente al fantastico Teatro Modena, che alla fine risulterà gremito.
 
C’è eccitazione nell’aria e il primo a salire sul palco per il suo concerto al pianoforte a coda Steinway & Sons sarà il piccolo Ethan Emerson.
 
Vorrei soffermarmi un attimo sul pianoforte, perché ho avuto la possibilità di conoscere un grande professionista di cui parlerò prossimamente in modo esaustivo.
Nella visita pomeridiana al teatro ero stato colpito da un “signore” che, incurante del contorno, diligentemente operava sul pianoforte, accorgimenti tecnici che mi hanno riportato alle considerazioni di Gianni Nocenzi captate nel mese di agosto, legate alle difficoltà che si trova ad affrontare un pianista quando si ritrova sul palco con uno strumento che non ha ricevuto adeguata manutenzione dopo il trasporto. Non è certo il caso di Lorenzo Cerneaz, che ho ritrovato al mio fianco nel corso della cena, e che presto interrogherò a dovere!
 
Lo spettacolo ha inizio e, con l’aiuto della traduttrice Silvia Rota, Regina Lake e Elinor Emerson salgono on stage, presentate da Paola Tagliaferro, con la complicità di Didi Pasini e il sindaco di Palmanova Francesco Martines, già presente in occasione degli eventi mattutini.
 
 
 
 
E arriva il momento di Ethan Emerson che si presenta molto emozionato, come è giusto che sia.
Ecco la scaletta della sua esibizione…
 

 

Ethan delizia il pubblico con il suo talento, dedicando al nonno e alla nonna alcuni episodi specifici, con un modus operandi da concertista, composto ed elegante.
Anche per lui propongo pillole video, in modo che ogni lettore possa farsi la propria idea.
La mia considerazione, presentata anche sul palco, è che sia un vero piacere vedere un giovane focalizzato su una musica così particolare, e la speranza è che passione e talento - elementi certamente fondamentali, che Ethan possiede - siano accompagnati nel tempo da una buona dose di fortuna e da una non eccessiva pressione che un cognome altisonante potrebbe generare.
 
 
 
 
Dopo Ethan la sorpresa, almeno per chi è rimasto rigorosamente legato alla locandina di presentazione.
 
Sale infatti sul palco Aaron Emerson per un brano che è un suo rifacimento di “Fanfare for the Common Man”. Simpatico siparietto iniziale per un Aaron che si dimostra a proprio agio davanti al pubblico, e anche questa esibizione è disponibile per la visione:
 
 
 
 
Aaron ricorda nello sguardo Keith, e mentre le sue sagge note si diffondono nell’aria il pensiero vola a ciò che è stato, e a che cosa persone previlegiate - e “antiche” - come me hanno avuto la possibilità di vivere in campo musicale.
 
Seconda parte di serata dedicata alla musica di Paola Tagliaferro e La Compagnia dell’Es, ensemble a cui si è aggiunto nell’occasione il grande percussionista autoctono Umberto Trombetta “Gandhi”. Il resto dei musicisti è consolidato: Pier Gonella alla chitarra, Giulia Ermirio alla viola, Andrea Zanzottera al pianoforte e gli Enten Hitti (Gino Ape e Pierangelo Pandiscia) a oboe e liuto.
La definirei una band pazzesca, variegata, capace di calarsi in ogni possibile spartito e genere che, come sempre, ha fornito il tappeto musicale migliore per l’arte particolare di Paola Tagliaferro.
Il loro set prevedeva due diversi programmi, il primo dedicato a parte dell’album “fabulae”, ed il secondo focalizzato sulla figura compositiva di Greg Lake, e quindi sulle sue ballate.
La sequenza dei brani...
 
 
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Due parole sul progetto di Paola Tagliaferro, titolare di un contenitore dinamico, costituito da salde fondamenta ma capace di accogliere l’arrivo di nuovi artisti in grado di mettere a disposizione skills di prim'ordine, mettendo del proprio, ovviamente, ma seguendo il copione disegnato in ogni minimo dettaglio da Paola, vero artefice di un’idea di musica che appare difficile inserire in un genere ufficialmente riconosciuto. Non solo tecnica e idee, ma la proposizione di trame musicali che, afferrando frammenti di disparate culture, sorpassa il tradizionale concetto di musica, trasformando l’arte in cibo per mente e anima.
Spero che il sunto a seguire possa aiutare ad afferrare ciò che il pubblico ha vissuto durante la performance:
 
 
 
 
Non poteva mancare un brano tipicamente legato al Natale, e viene richiesta la presenza al piano di Ethan che, assieme a Paola & friends propone “I Believe in Father Christmas”, perfetta fermatura del cerchio.
 
 
 
 
Difficile descrive in modo totale un’esperienza simile, che trascende la musica, che diventa veicolo per favorire e incrementare relazioni umane positive, e la serenità era palpabile tra le anime presenti.
 
Un grande lavoro di squadra, quello che porta risultato solo quando esiste piena condivisione, sapendo che dietro ai nomi più conosciuti si celano spesso dei veri registi che lavorano nella retroguardia e che vorrei citare, affiancandoli a quelli già sottolineati.
Hanno avuto ruolo importante un altro fotografo, Ricky Modena… la Responsabile della Cultura del Comune di Palmanova Gabriella Del Frate, Il Responsabile della Comunicazione del Comune Palmanova, Massimiliano Cao… e per quanto riguarda grafica e poster la Legatoria Ciani e Ivan Olivo.
 
Un preludio al Natale da sogno!