La Malinconia di Haruhi Suzumiya (Serie)

Scritto da: AlterEgo

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La “Malinconia di Haruhi Suzumiya” è una serie animata giapponese tratta dall’omonima sequela di  “light novel” dell'autore Nagaru Tanigawa e illustrata  da Noizi Ito. “Light novel” è un genere letterario in voga in Giappone che tratta la vita e le vicissitudini degli studenti liceali.
Si tratta di un cartone animato “particolare” che segue la storia di Haruhi Suzumiya, una ragazza liceale che ha il potere inconscio di cambiare la realtà. Assieme ai membri del club scolastico chiamato Brigata SOS che lei ha fondato per investigare avvenimenti inspiegabili e soprannaturali.
Il suo compagno di classe Kyon, e membro del club, è il narratore della storia raccontandola in prima persona secondo un canovaccio molto introspettivo.
Haruhi introduce nel club la bibliofila silenziosa Yuki Nagato e la timida e vergognosa Mikuru Asahina, e poi l’amichevole  e misterioso studente  Itsuki Koizumi.
La versione animata è stata prodotta dallo studio Kyoto Animation originariamente  in 14 episodi andati in onda in Giappone nella primavera del 2006. Col tempo le puntate sono diventate 28 con il curioso intercalare di episodi vecchi e nuovi nella ritrasmissione. La qual cosa ha fatto  seguito alla programmazione originale della  messa in onda con un ordine degli episodi differente dalla serie poi distribuita  in DVD.
Infatti, esistono una “linea temporale” nella storia secondo Kyon e una secondo Haruhi che può comportare un diverso ordine cronologico nel susseguirsi della vicenda.
La “Malinconia” è certamente un cartone “strano” ma, tra quelli strani, molto  affascinante e accattivante nella sua struttura sovente onirica con la narrazione in prima persona e flash-back.
Molto intrigante e profondamente “orientale” l’analisi dei rapporti interpersonali con venature filosofiche da mettere alla prova l’attenzione degli spettatori più giovani.
Il disegno ed i colori sono come al solito ben curati e piacevoli sulla falsariga delle più recenti tendenze stilistiche nell’”anime” nipponico. Tipico e famigliare agli appassionati  l'ambintazione da scuola superiore giapponese.
Il doppiaggio è curato e le disquisizioni sociologiche - psicologiche dei protagonisti  ben riportate nei dialoghi in italiano.
In sostanza un cartone animato per certi versi sorprendente nel suo taglio originale in una direzione narrativa “inaspettata” come di tanto in tanto sanno fare gli autori del sol levante.
Certamente da guardare con interesse per i cultori dei cartoni con gli occhi a mandorla.

Commenti   

 
fabi
0 # bello!fabi 2010-02-24 22:02
...sono appassionata di nana...

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gelatodancer
0 # ??gelatodancer 2010-02-26 08:30
muahuhauhauhah!
ma come?? la prox volta che ci si vede in giro facciamo due chiacchere sull'argomento!
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fabi
0 # na nofabi 2010-02-25 21:08
leggo nano e penso...
mio padre mi raccontava la favola di biancaneve mescolata con quella di cenerentola...
quindi i nani hanno perso il loro "fascino"...
li ignoro dall'infanzia.. .
:-x
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gelatodancer
0 # nanonanogelatodancer 2010-02-25 08:53
ed i nani dovi li metti?
anche loro meritano rispetto!
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