Il bambino con il pigiama a righe

Scritto da: D.D.

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Usa 2008

Durante la seconda guerra mondiale, più precisamente nel 1942, Bruno, un bambino di 8 anni figlio di un capitano SS, è costretto a seguire il padre trasferito a dirigere un lager; qui farà amicizia con un suo coetaneo ebreo.

Scritto e diretto da Herman, basato sul romanzo omonimo di grande successo del 2006 di John Boyne. Il regista tenta di spiegare la Shoa ai bambini attraverso i bambini con una storia che non si ispira a fatti realmente accaduti e con qualche tocco fiabesco. L’argomento del film è inflazionato, come del resto l’amicizia tra due persone così diverse: qui troviamo Bruno, il figlio del capitano nazista e Shmul, coetaneo ebreo in un campo di concentramento; nonostante ciò la pellicola è più che positiva, anche se fino al finale si dimostra, stranamente visto il trema trattato, asettico. Il film è relativamente breve, 93 minuti, con il grosso pregio di non dilungarsi in inutili dettagli che lo avrebbero appesantito, mentre in questo modo è ben fluido. La pellicola è disperata e con un degno e toccante finale dove capiamo, ancora una volta, l’assurdità dell’organizzazione nazista, basti pensare al tenente - il leccapiedi del comandante - che viene punito per una colpa che non dipende da lui ma dal proprio padre e non invece per il massacro ingiustificato che compie ai danni del servo giudeo.

Il regista, in accordo con l’autore letterario Boyne, sostiene che “è responsabilità degli artisti trovare nuove forme per raccontare questo pezzo di storia”: qui infatti l’olocausto è visto dalla parte dei bambini, che se anche non capiscono bene cosa stia succedendo, non riescono ad accettare il termine ‘campo di concentramento’ e cosa possa comportare (visto che Bruno domanda all’amico se il filo spinato serva per non far scappare le bestie), ma tuttavia sono ben consci dell’assurdità del lager. Regia attenta e diligente, attori capaci ed adeguati, in questo buon film che purtroppo non è esente da un eco moraleggiante (del resto non è facile esserne immuni visto il tema trattato) ma non ne eccede, e anche questo può considerarsi un pregio della pellicola.