Gran Bollito

Scritto da: D.D.

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Ita 1977

Dopo aver perso precocemente ben dodici figli, Lea, matrona napoletana, vive la propria esistenza in funzione dell'unico figlio Michele e cercherà di proteggerlo dalla morte con riti e sacrifici umani. Film di Mauro Bolognini con le canzoni e le musiche di Jannacci che riadatta alcuni successi scritti per il grande ed innovatore duo comico Cochi e Renato (Ponzoni e Pozzetto), con la sceneggiatura di Baldalucco e Vincenzoni.

Film che prende spunti dalla cronaca nera, come la nota Cianciulli di Correggio che saponificava i propri amanti. Commedia che passa dalle sfumature drammatiche a quelle grottesche con molta disinvoltura e senza forzature (nota di merito al buon regista anche se ha fatto film decisamente migliori). Alcune battute sono incisive e divertenti. La narrazione, purtroppo, risulta troppo arzigogolata, lunga e non troppo scorrevole. I personaggi, pur limitati a dei bozzetti, non scadono in facili macchiette.
Tre delle amiche della matrona Lea sono interpretate da uomini (Pozzetto è stella, Von Sydow è Lisa e Lionello è Berta). Molto brava la protagonista Shelly Winters nel rendere la pazzia e l'amore estremo per il proprio figlio. Renato Pozzetto nei panni di donna è divertente, specie quando canta, anche se ogni tanto scade in qualche volgarità di troppo e inutile; comunque in questo film, a differenza di quasi tutti i precedenti e futuri, risulta positivo e non interpreta la parte del milanesotto che solitamente dopo cinque minuti stanca e che deve reggere tutto il film con le proprie gags. Laura Antonelli nel ruolo di Sandra, la fidanzata di Michele, è bellissima ma come attrice, come al solito, lascia a desiderare.
Film più che sufficiente, dignitoso, che si lascia guardare, ma senza grosse pretese.