Le luci della sera

Scritto da: D.D.

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Fin, Ger, Fra 2006

Film "ideato, scritto, montato e diretto" dal grande regista Kaurismaki nel quale si narra la misera esistenza di Koistinen, una guardia giurata che viene raggirata da un boss e la sua banda in una gelida Helsinki.

Nel suo complesso il film risulta piatto e monocorde, appunto come l'esistenza del protagonista. Il protagonista, infatti, appartiene alla fitta schiera dei tanto amati dal regista finlandese perdenti, silenziosi, alienati, morti che vivono. Koistinen ricorda per la rassegnazione agli eventi, per la non voglia di lottare per la propria esistenza Meursault, il famoso protagonista de Lo straniero del premio Nobel Albert Camus, anche se a differenza sua Koistinen cerca qualche timida reazione, ma viene sempre schiacciato da forze più grandi di lui (vedi la richiesta di prestito in banca).

Film che riesce in maniera esemplare a rendere la nullità, l'alienazione del protagonista. Cinematograficamente parlando il film è più che riuscito e molto bello, anche se può non piacere (ovviamente non è il mio caso) per la scelta di renderlo asettico. La narrazione, volutamente molto lenta, riesce a dare il senso di questa quotidianità vuota e patetica di questo uomo distrutto dalla solitudine. Anche il montaggio è adeguato, e grazie anche alle immagini il film riesce a rendere perfettamente la vita disperata di Koistinen. Il film racchiude molti "dogmi" del grande regista finlandese, come il pessimismo assoluto che non lascia spazio a speranze alcune (anche se nell'ultimo fotogramma ci sono due mani che si toccano) oltre che una visione catastrofica e distruttiva del mondo e del genere umano. Gli attori sono molto bravi, ma su tutti spiccano lo stupendo protagonista nella sua passività e la bionda seduttrice nella sua glacialità.

Film che si incasella nei film detti "impegnati", d'essai.