In nome del Papa Re

Scritto da: D.D.

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Ita 1977

Film scritto e diretto con successo dal regista romano Luigi Magni nel quale si raccontano le disavventure di un monsignore che, dopo aver scoperto di essere padre, cerca di salvare di fronte all'ingiusta legge papalina il figlio insieme a due rivoltosi rei di avere compiuto un attentato ad una caserma papalina. Viene descritto il 22 ottobre 1867, giorno dell'ultima sentenza di giustizia eseguita a Roma dal potere temporale: infatti tre anni dopo gli italiani entrarono a Roma facendo breccia a Porta Pia.
Magni compone una consueta commedia amara intrisa di ironia e battute sconsacrate e sconsacranti. Bello e spietato ritratto della cinica e corrotta Roma papalina: come nella sequenza molto appropriata dove si descrive il Tribunale Supremo della Sacra Consulta che decide la morte all'unanimità dei due giovani rivoltosi che è composto da un clero decrepito sia fisicamente che moralmente ed eticamente. Il regista, che gioca con la veridicità storica, ci mostra i dubbi morali del protagonista diviso tra la giustizia, la religione, l'inaspettata paternità e la carriera: li risolverà schierandosi contro la legge del Papa Re e quindi dei propri interessi.
La regia è discreta, decisamente fluida e centrata, che non si perde in inutili digressioni. Lo spirito romano caciarone, sguaiato, volgare e cinico è interpretato alla perfezione da Manfredi anche grazie all'uso del dialetto romanesco. Maestoso Nino Manfredi, nel ruolo del monsignore, in una delle migliori interpretazioni della sua buona ma alterna carriera. Molto bravo e divertente anche Carlo Bagno nel ruolo del perpetuo veneto Serafino. Il finale risulta un po' troppo retorico e ad effetto, ma comunque non rovina più di quel tanto questo bel film.
E' sicuramente uno dei migliori film di Magni insieme a Nell'anno del signore.