The Manchurian candidate

Scritto da: crino

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1962

Regia: John Frankenheimer

Cast: F.Sinatra, L.Harvey, J. Leigh, A. Lansbury, H. Silva

Quando sentite parlare di questo film non pensate all'orrendo remake di Demme, ma ricordatevi dello stupendo lavoro di Frankenheimer (allora tradotto in italiano "Và e uccidi"). I motivi per una tale sostituzione mentale sono diversi, e uno migliore dell'altro.

Innanzitutto cercare di ottundere la mente in modo tale che possa dimenticare, anche solo per qualche istante, che oggigiorno la maggior parte dei film hollywodiani sono realizzati per produrre un guadagno; successivamente potreste ricordare che esisteva un tempo in cui in California pensavano ad assecondare anche progetti appassionati di persone tecnicamente e culturalmente competenti.

The Manchurian candidate ne è un ottimo esempio, perchè è un film ispirato, in cui si gode di un uso eccellente della macchina da presa che, al servizio della sceneggiatura, si alterna in movimenti ora fluidi ora rapidi e a spalla, seguendo l'alternanza delle necessità narrative ora riflessive ora serrate. In questo film il regista utilizza superbi flash-back per rendere al tempo stesso un resoconto delle vicende narrate e una efficacissima caratterizzazione dei personaggi (a tal proposito una nota di demerito per chi considera ancora oggi Sinatra solo un eccellente singer), propone eleganti omaggi hitchcockiani con situazioni in bilico tra psicanalisi e follia, esalta nel ritmatissimo finale in cui il protagonista vince i propri limiti e pareggia idealmente i conti con il proprio passato.

Frankenheimer in sostanza realizza uno dei suoi must, riuscendo ad accoppiare grande padronanza tecnica a contenuti di spessore, riesce a mettere in immagini (che stupendo bianco e nero) un'opera in cui costantemente l'uomo (ambedue i protagonisti, si badi bene) lotta contro forze avverse, siano le persone che ci circondano (Sinatra), siano i demoni nascosti che ci dominano (Harvey).

Trama

Chiedete al maggiore Bennet Marco (Frank Sinatra) e lui vi risponderà che il sergente Raymond Shaw (Laurence Harvey) è un eroe meritevole della medaglia al valore. Ma nonostante ciò che dice, Marco sospetta altrimenti. Uno strano incubo ricorrente gli dà la sensazione che Shaw non sia così eroico e sia invece molto pericoloso. E' possibile che Shaw sia un traditore? Marco può convincere l'esercito dei suoi sospetti? Come può inserirsi in tutto questo la madre di Shaw (Angela Lansbury), assetata di potere? Così tante le domande. Così poco il tempo prezioso.