La visita

Scritto da: D.D.

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Ita/Fra 1964

In un paesino della campagna ferrarese Pina, piacente benestante, pubblica un'inserzione matrimoniale; risponde Adolfo, romano con ideali piccolo-borghese, che lavora come dipendente in una cartolibreria. Regia di Pietrangeli che firma anche la sceneggiatura (tratta da un racconto di Cassola) con Scola e Maccari.
Ennesimo film di Pietrangeli sulle donne e sull'universo femminile. Pina è lo stereotipo della piccolo-borghese di provincia che, sopraffatta dalla solitudine, non si rassegna alla sua condizione di zitella, ed è poco attenta alla sostanza ma tanto alla forma; comunque risulterà una figura molto più positiva del suo pretendente sposo. Adolfo è un piccolo arrivista viscido, con il denaro come unico valore, che cerca di accasarsi; è un personaggio decisamente nero, meschino oltre che egoista.
Film delicatissimo e lieve, molto amaro e malinconico che dimostra il buonissimo tocco del regista che qui è impegnato nel dipingere con intelligenza e ironia la tristezza degli incontri al buio con il fine del matrimonio. Molto interessanti gli "stacchi fumosi" che collegano i flashback. Deliziosa la scena dove nella sua casa bon-bon la Pina usa le pattine (tanto scomode quanto inguardabili). Entusiasmante per simpatia la vecchia "cameriera" della Pina che ricorda Capannelle al femminile. Divertente e veritiero Adolfo da sbronzo che si lascia andare con la signorina Pina: con il passare dei bicchieri però diventa zimbello e in seguito patetico. Buonissima la prova della Milo che interpretando la Pina ci offre una delle sue migliori performance, se non la migliore della carriera. Bravissimo Francois Perire abituato con successo a personaggi dove il tratto principale risulta l'opportunismo (vedere Le Notti di Cabiria, capolavoro felliniano). Da segnalare la presenza di Gastone Moschin, tanto giovane da risultare quasi irriconoscibile.
Ottimo film di un grande regista, purtroppo troppo sconosciuto al grande pubblico.