Pride

Scritto da: Vanoli

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pride 2014 06“Pride” è una storia (vera) bellissima e coinvolgente, vivace e colorata, dove spesso è l’ironia a tenere in equilibrio dramma e commedia, come da tradizione di molte pellicole d’Oltremanica (mi viene in mente il nome di Ken Loach, nonostante i toni qui siano a tratti maggiormente velati di humour). Candidato come miglior film nei massimi concorsi internazionali, non si può dire che abbia fatto incetta di premi, ma certamente ha colpito l’immaginario di molti, ributtandoci indietro in un contesto, tutto sommato ancora recente, ma specie in Inghilterra, già piuttosto documentato e storicizzato come quello relativo all’era Thatcher, e nello specifico la questione – che divenne annosa – della condizione lavorativa dei minatori, con loro conseguente lungo sciopero.

Una storia che verrà riscritta, proprio in ambito sociale e politico, grazie al fondamentale e sentito appoggio di un’associazione sulla quale sembrava quantomeno azzardato scommettere, viste le circostanze in cui si è formata, la LGSM (Lesbiche e Gay Sostengono i Minatori). Guidata da un manipolo di giovani determinati e in un certo senso coraggiosi (si parla comunque di 30 anni fa esatti e a livello sociale c’era ancora tanta distanza soprattutto in certi ambienti e difficoltà nel riconoscere i diritti degli omosessuali), la LGSM riuscirà, in un crescendo di emozioni e risvolti, a compiere la loro missione, raggiungendo un obiettivo che esulava in fondo dalla mera questione economica (pur importante in simili circostanze, coi minatori non più in grado di sostenersi) e che comprendeva in special modo proprio il pieno riconoscimento sociale. Due mondi solo apparentemente lontani ma che in realtà, per motivi diversi, stavano vivendo sulla propria pelle, un forte senso di abbandono, isolamento e discriminazione. Un cast di attori davvero azzeccato, tante microstorie da seguire con attenzione e che ci sono entrate nel cuore, per un film assolutamente da vedere e rivedere. (E nella splendida colonna sonora, compaiono, oltre a splendidi inni sociali, anche band dell’epoca come i grandiosi Smiths, i Bronski Beat, i Culture Club e i Dead Or Alive!)